“Papà rischia di morire, fate presto”. L’appello disperato della figlia di un malato Covid19

Torre del Greco, l’uomo è intubato da cinque giorni in rianimazione a Boscotrecase

mercati-chiusi-torre-del-greco-mariella-romano-cronaca-e-dintorni“Fate presto”. Riesce a dire poche parole M.D.D. figlia ventenne di un paziente di Torre del Greco ricoverato da cinque giorni in terapia intensiva all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase. Teme per la vita del papà, risultato positivo al Covid19. Ad aumentare la sua angoscia è la lentezza con la quale arrivano le risposte dei tamponi senza i quali è impossibile iniziare qualsiasi cura.

“Soltanto nella serata di ieri, mercoledì 18 marzo, dopo cinque giorni di attesa, ci hanno comunicato che papà è risultato positivo al Covid19”, spiega la ragazza. “I medici che stanno tentando di strapparlo alla morte, i nostri angeli custodi, non hanno ancora ricevuto comunicazione sulla positività del test, mentre il tanto atteso farmaco non è arrivato e non si sa quando arriverà. Noi speriamo che non sia troppo tardi. La mia”, conclude M. D. D. “è la supplica di una figlia disperata: fate presto vi scongiuro”.

Questo di M. è il terzo appello che parte dai familiari dei pazienti Covid ricoverati all’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase. Prima della ragazza, per sollecitare l’uso di farmaci sperimentali, si era mobilitato l’assessore alla cultura del Comune di Torre del Greco, Enrico Pensati, e poi la moglie di un altro uomo che in queste ore sta lottando contro la morte.

Nel pomeriggio di ieri dalla Regione Campania e dall’Asl Napoli 3 Sud è anche arrivata la risposta sui rimedi sperimentali. A darne l’annuncio è stata la consigliera regionale Loredana Raia: “Il farmaco è stato già ordinato insieme ai presidi tecnici necessari per l’infusione, arriverà anche a Boscotrecase e sarà utilizzato per la cura dei casi di Covid19”.

Insomma, non resta che accelerare i tempi e dare una speranza a chi in questo momento non ce l’ha.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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