La Turris cade al Liguori, l’Ostiamare accorcia le distanze a – 4

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Foto Salvatore Varo

È arrivata la prima sconfitta in campionato per la Turris che, in un sol colpo, perde anche quella casalinga che durava da quasi due anni. Il Latte Dolce espugna (1-2) il Liguori in una domenica davvero storta per i corallini con un mix di errori propri e quelli arbitrali. Ne approfitta l’Ostiamare che, battendo il Budoni, si porta adesso a meno quattro: gestire il contraccolpo psicologico della prima sconfitta sarà fondamentale per evitare altri scivoloni ed arrivare al meglio alla sfida con l’Ostia di metà mese.

La cronaca della partita

Fabiano sostituiva Riccio con lo squalificato Di Nunzio, poi formazione tipo con il tridente Celiento-Longo-Alma. Buona la partenza degli ospiti che dimostravano fin dai primi minuti di affrontare la sfida senza timori reverenziali, la Turris provava a pungere con l’ispirato Celiento. A passare in vantaggio, però, erano i sardi: al 19’, Marcangeli insaccava di testa con la difesa corallina praticamente ferma per uno sbandieramento del guardalinee che aveva tratto in inganno i biancorossi. Un errore che scatenava le vibranti proteste di Longo e compagni ma che non faceva cambiare idea all’arbitro che convalidava la rete. La gara si innervosiva e al 33’ a farne le spese era Aliperta che, dopo una mischia nato da un fallo di Riccio, colpiva al volto un avversario e rimediava il cartellino rosso. I nervi diventavano ancora più tesi quando al 38’ l’arbitro decretava un rigore per atterramento di Longo, ma il guardalinee richiamava l’attenzione del signor Crescenti di Trapani per un fuorigioco dell’attaccante corallino che, come poi hanno dimostrato le immagini, era inesistente.

Il primo tempo si chiudeva così, con la Turris sotto di un gol ed in inferiorità numerica, ma ad inizio ripresa la strada si faceva ancora più in salita. Al 4’, infatti, il Latte Dolce raddoppiava con una conclusione di Bianchi che beffava Lonoce dopo una deviazione di un difensore corallino. La Turris provava a reagire (dentro anche Sowe e Prisco), i sardi sfioravano il terzo gol in più di un’occasione (quando non ci arrivava Lonoce, era la traversa a salvare i corallini un paio di volte), ma la gara si riapriva al 36’ quando Sowe scodellava al centro un cross che bomber Longo piazzava di testa nell’angolo accorciando le distanze. La Turris ci credeva e al 43’ arrivava l’occasionissima per pareggiarla: fallo di mano in area di rigore su una rovesciata di Longo e per l’arbitro era rigore; sul dischetto si presentava Alma che si faceva ipnotizzare da Garau (nella foto di Salvatore Varo). I corallini provavano a pareggiarla anche nei cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambiava più.

Applausi del Liguori per una squadra che ha combattuto fino all’ultimo secondo: “Il pubblico ha apprezzato”, ha affermato il presidente corallino Colantonio. “La Turris ha giocato, in dieci uomini ha dato l’anima ed il cuore fino alla fine, abbiamo sbagliato un rigore al novantesimo e di più non si poteva fare. Quando accadono queste cose bisogna accettarle, ma non parlerò mai degli arbitri. Siamo a quattro punti dall’Ostiamare che dovrà venire al Liguori e domenica abbiamo il Latina.. insomma, non eravamo brocchi prima, non lo siamo diventati oggi. Se ha perso il Liverpool, può perdere anche la Turris”.  

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Andrea Liguoro

Andrea Liguoro

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