Animali maltrattati, a chi segnalare che cosa

Il commento di Stella Cervasio

pony-torre-del-greco-mariella-romano-cronaca-e-dintorniOggi commentiamo la fotografia scattata a Torre del Greco, a un’auto dal cui finestrino si vede spuntare una mano che regge le briglie di un cavallo, un pony, che viene trainato dalla persona che siede accanto al posto di guida.

Il trasporto degli animali va fatto con criteri stabiliti dalle normative e non come la nostra testa ci detta. Parlando di cavalli e di equidi specificamente (equide è anche l’asino, il mulo ecc.) se andrete sul vostro amato Internet non troverete una sola parola sul fatto che si possono trasportare in maniera diversa dall’apposito veicolo che si chiama TRAILER se deve portare più di un  cavallo, VAN se ne deve portare uno soltanto. Questo perché ovviamente è vietato trasportare gli equidi in maniera diversa. Ecco quindi che anche un pony, che a qualche sprovveduto potrà sembrare poco più che un cane di grossa taglia, deve essere trasportato in maniera stabilita da leggi e regolamenti.

Il Codice della strada vieta il trasporto di cavalli a traino di automobili per i rischi che si possono provocare nella circolazione stradale, e ogni regolamento in proposito prevede la presenza in forma di giudice del veterinario pubblico che stabilisca se nel trasporto effettuato anche in maniera legale e regolamentare l’animale sia stato danneggiato. Il cavallo si può portare in strade non interessate dal traffico con le briglie a mano e il conduttore dev’essere appiedato. In questo trovo carente il Regolamento Tutela Animali del Comune di Torre del Greco del 16 aprile 2018, che non ha previsto (pur sapendo che poteva verificarsi) al Titolo VII il divieto di trasporto via automobile con cavallo a traino. Oltretutto i regolamenti nazionali prevedono anche un tipo di ferratura diversa per ogni tipo di strada, perché il cavallo può avere gli zoccoli danneggiati se la ferratura non è adatta. 

Ma allora a chi rivolgersi se si vede un cavallo portato a mano da qualcuno che comodamente sta in macchina? Il Regolamento comunale deve essere fatto rispettare dalla Polizia locale, dai vigili urbani, che tuttavia in assenza di normativa specifica non interverranno. Sbagliato, perché l’ipotesi di reato di maltrattamento può essere posto a qualsiasi forza dell’ordine, vigili compresi. Quindi in ogni caso, prefigurando una denuncia per omissione di atti d’ufficio, ogni cittadino può rivolgersi alla Polizia locale per segnalare il cavallo portato a mano in auto. Per avere una maggiore efficacia, la segnalazione va anche inviata via Pec ai Carabinieri Forestali di Napoli. Questi ultimi provvederanno, di concerto con l’Asl competente territorialmente a effettuare anche un controllo di tutto il “parco animali” di chi fa queste cose, eventualmente dovesse esistere. Perché chi ha un cavallo deve avere un codice stalla, il cavallo deve essere dotato di passaporto e portarlo in giro di vogliono i certificati medici rilasciati dalla Asl competente stessa. Un cavallo non è un sacco di patate. Abituate le vostre forze dell’ordine a intervenire per verificare la regolarità di certe situazioni! Un giorno a Napoli ricevetti una segnalazione di un elefante – proprio così, un elefante, avete capito bene – che circolava per le strade del quartiere di Secondigliano tra le auto marcianti. Lo trasmisi subito al comando dei Vigili urbani, che a Napoli, per iniziativa di un vicesindaco illuminato che purtroppo non fa più parte dell’amministrazione comunale ma speriamo ritorni perché era intelligente e sensibile, Tommaso Sodano, usufruisce ancor oggi di una squadra Ambientale di persone preparate e attente a casi come quello del cavallo o dell’elefante. Aggiungo che il pachiderma faceva parte di un circo che utilizzava in maniera anacronistica ormai, animali come quello ed altri e irresponsabilmente li portava pure in giro nel traffico. 

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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