Insorgenti, lo spettacolo dedicato agli operai, in scena al don Orione di Ercolano il 28 marzo. Ingresso gratuito.

foto insorgenti.jpgRacconta il mondo operaio, il lavoro in fabbrica e il sudore della fatica, l’ultimo atto del progetto A Sud, del bando S’Illumina, dedicato alle periferie urbane, promosso da Siae e Mibac e organizzato da La Bazzarra. Il progetto iniziato in autunno attraverso seminari, contest musicali, laboratori teatrali e workshop dedicati a giovani aspiranti artisti, si chiude in primavera con lo spettacolo Insorgenti in programma per giovedì 28 marzo al teatro Don Orione di Ercolano alle 20,30. Una pièce liberamente tratta da Rivoluzione Sudamericana di August Boal; e da La Madre e Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht. Ingresso gratuito.

“Questo spettacolo”, spiega il regista Gigi Di Luca che ha curato anche la drammaturgia scenica, “parla di identità, bisogni, pensieri, idee e uomini insorgenti.  Raffigura persone costrette a vivere senza lavoro e senza dignità: i personaggi che si ispirano agli europei raccontati con seria denuncia da Bertolt Brecht e parallelamente a quelli sudamericani descritti ironicamente da August  Boal, intrecciano le loro storie e maturano azioni di scioperi e rivoluzioni fuori e dentro la fabbrica che assume un ruolo tutt’altro che marginale”.

Allo spettacolo patrocinato dal Comune di San Giorgio a Cremano e dal Comune di Napoli, prenderanno parte Angela Montesarchio, Carlo Liccardo, Francesca Zampelli, Jennifer Omigie, Luna Amato, Maria Teresa Iannone, Monica Cipriano, Roberto Testa, Rodolfo Medina, Tessy Akiado Igiba, Wael Habib. Formatrice vocale Monica Pinto. Movimenti scenici Luca di Tommaso.  Assistente alla regia, Rita Russo. Amministrazione, Rita Monile. Produzione, La Bazzarra. Progettazione e coordinamento organizzativo progetto A Sud, Chiara Savelli. Adattamento e regia, Gigi Di Luca.

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Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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