Luigi Mele, consigliere della Lega, attacca il sindaco Palomba: “Pensi a ripulire la città”

Torre del Greco

salvini-torre-del-greco-mariella-romano-cronaca“Altro che sconfitta, a Torre del Greco la Lega ha incassato 1677 voti: un grande risultato considerando che non avevamo un candidato del territorio e cinque anni fa il simbolo nella nostra città non esisteva”.

Luigi Mele, consigliere della Lega, risponde a muso duro al sindaco Giovanni Palomba che commentando l’esito delle elezioni regionali ha puntato l’indice contro il risultato ottenuto dal Carroccio a Torre del Greco sostenendo che “il loro leader è arrivato in città e ha portato scompiglio finendo sulle prime pagine di tutti i giornali per 1677 voti. Insomma, tanto rumore per nulla”.

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“Il nostro contributo”, aggiunge Luigi Mele, “è stato decisivo al successo della Lega in Campania visto che a Torre del Greco abbiamo ottenuto il 5,50 per centro dei consensi, in linea con le altre città della Regione. A fare la differenza è stata la la sconfitta di Caldoro. E se noi avessimo avuto un candidato del territorio, i voti sarebbero almeno raddoppiati. In ogni caso, mi meraviglia l’attenzione che il sindaco ha avuto nei confronti della Lega e dei risultati ottenuti: gli ricordo che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non solo la sua parte politica. Gli suggerisco perciò di impegnarsi per migliorare Torre del Greco che è totalmente ricoperta di spazzatura e di bidoni. Se vuole siamo pronti a dargli una mano: lavoriamo insieme, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, e risolviamo i problemi. Alla consigliera Raia faccio i miei auguri”, conclude Luigi Mele, “e spero che riesca a fare di più di quanto abbia fatto negli ultimi cinque anni per l’ospedale Maresca che al momento è completamente abbandonato”.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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