Uniti anche nella morte: Giovanni, Gerardo, Antonio e Matteo saranno seppelliti uno accanto all'altro. Il sindaco dice sì al desiderio dei genitori.

Vogliono seppellirli uno accanto all’altro. Insieme. Uniti nella morte come lo sono stati nella vita. L’ultimo desiderio dei genitori di Giovanni Battiloro, Antonio Stanzione, Gerardo Esposito e Matteo Bertonati è quello di lasciarli “dormire” per sempre nello stesso posto. Un desiderio al quale il sindaco di Torre del Greco non ha saputo e non ha voluto dire no.

È per questo che alle otto del mattino di venerdì 17 agosto, dopo un’altra notte passata a guidare, appena rientrato da Genova, la prima cosa che ha fatto, Giovanni Palomba, è stata quella di andare al cimitero per cercare personalmente una soluzione da offrire, come un balsamo, alle mamme e ai papà che hanno perso i loro figli. L’ultimo gesto di pietà, nella speranza di riuscire a dare un piccolissimo conforto, a un gruppo di genitori straziati dal dolore.

Un gesto di grande umanità come umana e scontata è stata la proclamazione del lutto cittadino per oggi, 17 agosto, giorno dei funerali. Un drappo nero dal valore istituzionale-simbolico, come lo sono le bandiere a mezz’asta che già da qualche giorno sono state sistemate a palazzo Baronale.

Ma oltre la formalità ci può essere la concretezza dei gesti che ancora una volta arriva dal sindaco: “Il lutto cittadino”, dice Giovanni Palomba, “è un aspetto puramente istituzionale. Non ci sono obblighi e tutto è lasciato alla sensibilità di ciascuno di noi. Ma spero che il popolo accolga il mio appello e rispetti il silenzio durante la celebrazione del rito funebre. Sarebbe bello se anche tutti gli uffici si fermassero e le attività commerciali tenessero le serrande abbassate il tempo necessario per accompagnare i ragazzi nel loro ultimo viaggio”.

Nulla è dovuto ma tutto è possibile.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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