Tre imprenditori per il Sakura. La nuova vita dell’albergo entrato nel fallimento Deiulemar

La storia dell’ex dipendente diventato proprietario

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hotel Sakura

Torna a pulsare il cuore dell’hotel Sakura. Dopo sei anni di oblio legato al fallimento e alle vicende giudiziarie della Deiulemar che ne era proprietario, la struttura di via De Nicola, costruita negli anni settanta da Dorotea Liguori sta lentamente recuperando la sua vocazione turistica, restituendo opportunità di lavoro a uomini e donne del settore alberghiero: sono almeno trenta i dipendenti attualmente occupati. Ma se fino al 2012 i titolari erano riconducibili ad un unico gruppo imprenditoriale, oggi per effetto del fallimento e dunque per decisione della curatela che ha l’obbligo di mettere a frutto il patrimonio per poi ripagare i creditori, l’immobile è stato frazionato, venduto o dato in gestione a diverse anime.

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Hotel Sakura

Al momento, nel corpo centrale della struttura, messo inutilmente all’asta per circa otto milioni e trecentomila euro, convivono un albergo, un ristorante e la casa di riposo per anziani Villa del Sole: le tre attività fanno capo a tre imprenditori torresi, che pagano un affitto alla curatela. Solo la parte esterna, ovvero la pizzeria con la piscina e il parcheggio, è stata acquistata per oltre mezzo milione di euro da Ciro Di Giovanni, un ex dipendente di Dorotea Liguori, l’imprenditrice delle perle nata in Giappone che non ha alcun interesse o partecipazione economica nell’attuale business.

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Ciro Di Giovanni

Singolare la storia di Ciro Di Giovanni, manutentore del Sakura al momento della chiusura per fallimento e artefice della riapertura del complesso. Un’impresa che rivendica con orgoglio anche se è ancora tanto il lavoro da fare per rimettere la macchina a pieno regime. 

“Quando il Sakura ha chiuso i battenti”, racconta Ciro Di Giovanni, “l’albergo era vitale e attivo: avevamo lavoro fissato per quasi cinquecentomila euro. Ma la vicenda giudiziaria ha imposto uno stop al quale nessuno ha potuto ribellarsi”.

Con il sequestro dell’hotel a quattro stelle, il 31 agosto del 2012, furono licenziati in tronco quindici dipendenti: così altrettante famiglie sono finite sulla strada.

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pizzeria Magma

“Di questa struttura”, aggiunge Di Giovanni, “conosco tutto e so quanta passione ci ha messo Dorotea Liguori per costruirlo e gestirlo. E so quanto dolore ha provato quando lo ha visto in declino: oggi ha 94 anni e continua a vivere nella villa alle spalle dell’albergo. Perciò appena ne ho avuto la possibilità, agli inizi del 2013, mi sono candidato alla gestione della piscina e del parcheggio. Da lì è iniziato tutto: quando la curatela ha deciso di mettere in vendita questa parte della struttura, l’ho acquistata facendo nascere anche una pizzeria gourmet che affaccia sul Vesuvio”.

Da qualche mese Di Giovanni gestisce pure il ristorante che si trova nel corpo centrale dell’albergo e il salone delle feste che per oltre quarant’anni ha ospitato centinaia di eventi esclusivi e tante celebrità: “Da quindici dipendenti”, conclude l’imprenditore, “oggi ne abbiamo trenta. Un risultato che mi rende orgoglioso e che mi spinge a guardare al futuro con ottimismo”.  

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Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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