Spennacchiotto, l’albero di Natale dei bambini di Bronx Pezzentelle – Il video

bronx-pezzentelle-torre-del-greco-mariella-romano-cronaca-e-dintorniLo hanno chiamato Spennacchiotto e lo hanno ricoperto di stelle, palline, fili dorati e angeli rossi. È l’albero di Natale che i bambini di Bronx Pezzentelle, hanno voluto allestire tra i cassonetti dei rifiuti e le auto parcheggiate per contrastare con i colori della festa il degrado morale e ambientale che sta uccidendo via Pezzentelle a Torre del Greco. Aiutati dai volontari delle associazioni Gazebo Rosa onlus e Vento Nuovo e con la “complicità” di mamme e papà, i ragazzini hanno portato gli addobbi da casa: li hanno tolti dai rami che abbellivano le loro camere, per regalare al quartiere dimenticato il segno del Natale. E lo hanno fatto con il sorriso sulle labbra. Con la gioia nel cuore e la speranza di riuscire a vederlo sempre bello.

Rosa Visciano

“A pochi metri da noi c’è il triangolo dello shopping”, spiega Rosa Visciano, responsabile del Gazebo Rosa onlus. “Ci sono i fasti della ricchezza, con le strade abbellite con piante, luminarie e addobbi natalizi. Basta superare il vicolo e svoltare a sinistra per ritrovarsi immersi in un mondo che stride con la nostra realtà: in Bronx Pezzentelle, si fa fatica a camminare senza rischiare di essere travolti dalle macchine perché non ci sono marciapiedi. I bambini non hanno uno spazio per giocare e quando lo fanno, sono costretti a tirare calci al pallone tra la spazzatura”.

Lo ripetono anche Salvatore e tutti gli altri: i ragazzini arrivati con i cappellini di Babbo Natale e le buste piene di angeli, stelle e palline, si accontentano del nulla pur di riuscire a giocare a due passi da casa. E sperano. Sperano che l’albero resti lì per sempre, a ricordare che anche un bistrattato Spennacchiotto può contribuire alla felicità.

 

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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