sindaco Giovanni Palomba, foto Pasquale D’Orsi

Giovanni Palomba ostaggio degli alleati, accordo al ribasso per la sopravvivenza

Torre del Greco, la politica tra spartizioni e poltrone blindate – Il Commento

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Il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, foto Pasquale D’Orsi

Usati come pedine sullo scacchiere della politica e sacrificati nel nome della poltrona, a meno di un anno dall’incarico ricevuto, sono usciti di scena per fare spazio ad altri nominati, il professore Michele Borriello ormai ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica e l’architetto Elvira Novella Ventimiglia, assessore ai Lavori Pubblici. Un avvicendamento ampiamente annunciato che affonda le radici in accordi elettorali e di sopravvivenza politica e che, ancora una volta, mette gli interessi della città all’ultimo posto. Il sindaco Giovanni Palomba, per assicurarsi i voti in aula e blindare il consuntivo di Bilancio (approvato con l’assessore assente), non ha esitato un momento ad accettare le condizioni imposte dietro le quinte dagli alleati che dimostrano di averlo in pugno. E senza neanche guardare le cose realizzate in questi mesi, ha falciato la carriera politica di entrambi i professionisti sigillandola con una pietra tombale.

Non è servito il nuovo piano urbanistico redatto dal professore Borriello, a salvarlo dalla scure. Né sono serviti i progetti portati avanti e realizzati in poco tempo da Elvira Novella Ventimiglia, a convincere i politici che l’hanno voluta a Palazzo Baronale, che era meglio rinunciare ad incarichi personali per tenersi stretta la poltrona che avrebbe potuto ridisegnare l’assetto della città. I lavori avviati e lasciati in sospeso per questa brusca interruzione li elencano Novella Ventimiglia e Michele Borriello nelle rispettive lettere di addio inviate al sindaco Palomba. 

Leggi La lettera di addio di Michele Borriello

Leggi La lettera di addio di Novella Ventimiglia

Così, in un momento, Ventimiglia e Borriello, sono diventati moneta di scambio e nessuno – se non qualche consigliere dell’opposizione come Valerio Ciavolino che ha espresso in aula la stima per i professionisti abbandonati – si è degnato di fare qualcosa per bloccare la spartizione.     

Niente, insomma, sembra fermare la carovana che mal governa questa città. E niente sembra turbare gli equilibri di chi si appresta ad usare visibilità, poltrone accaparrate e potere per le prossime regionali. Niente fa vergognare i politici che occupano gli scranni di Palazzo Baronale. Neanche la spazzatura che appesta da mesi le strade di Torre del Greco, nonostante un appalto, fresco affidato, da cinque milioni di euro; dirigenti con poteri quasi assoluti e spesso male usati; e un sindaco che finge di non vedere lo sfacelo che si consuma ogni giorno a pochi metri dalla sua porta.

Di chi sono le responsabilità? Di tutti e di nessuno. Perché c’è sempre qualcuno pronto a scansarsi e a scaricare su qualcun’altro.

Si scansa il sindaco quando accetta per dovere politico le dimissioni di due professionisti “costretti” dagli equilibri interni a lasciare l’incarico per fare posto a due persone perbene ma prive di qualsiasi esperienza tecnica (nessuno mette in dubbio la bontà dei personaggi coinvolti). Si scansa il sindaco quando comunica con vanto le “alte percentuali” della differenziata mentre continuano ad accumularsi ingombranti e spazzatura indifferenziata perfino davanti al Comando di Polizia Municipale. Si scansa il sindaco mentre una schiera di cassonetti colorati destinati ad occupare spazi condominiali, invade marciapiedi e strade sottraendo perfino posti auto. Si scansa il sindaco quando scoppia l’ennesimo scandalo su appalti e mazzette che coinvolge l’assessore al Bilancio Gennaro Granato e finge di non sapere e non vedere.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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