Due, nessuno e centomila, il teatro sul web al tempo del Coronavirus

Torre del Greco, il format di tre giovani artisti sta appassionando il popolo dei social

Comunicato stampa

teatro-web-torre-del-greco-mariella-romano-cronaca-e-dintorniDue attrici, nessun set e centomila copioni da interpretare.  Si può raccontare così duenessunoecentomila, il format nato dall’idea di tre giovani artisti napoletani. Due attrici, Miriana Minichino e Gabriella Vitiello, e un regista, Marco Benincasa, che hanno deciso di unire le loro forze per dar vita a un progetto grazie al quale offrire al pubblico dei social network delle autentiche pillole d’arte.

Un estratto – della durata media di due minuti – di film, spettacoli teatrali o poesie per tenere vivo il sacro fuoco della scena in un momento nel quale teatri, cinema e luoghi deputati alla cultura restano chiusi. Set minimali, inquadrature in primo piano, pochi oggetti scenici; questi i dettagli tecnici che caratterizzano i singoli contenuti. Il resto è affidato al talento e ai guizzi delle due attrici e a quello di un regista in grado di dialogare col suo cast anche attraverso il display di uno smartphone.

Un progetto – nato come istante d’intrattenimento con cui affrontare il lockdown – che non viene certo accantonato in occasione della progressiva ripresa delle attività culturali. Duenessunoecentomila, infatti, prosegue il suo cammino e aggiunge un elemento fondamentale: il contatto umano. Le pillole in fase di produzione, infatti, prevedono la presenza delle attrici sul set con un’evoluzione naturale dei contenuti.

I numeri non mentono: il format piace molto al popolo dei social, pertanto è giusto proseguire lungo un percorso tracciato un po’ per caso, ma con la dedizione e la cura del particolare che caratterizza i professionisti. Professionisti che di storie ne hanno da raccontare. Più o meno centomila, o magari di più.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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