Troppo caldo, un anziano ha un malore e muore in spiaggia. Inutili i soccorsi

litoranea torre del grecoCaldo record e malori: un uomo di 86 anni è morto intorno alle 11,15 di oggi, giovedì 20 luglio, mentre stava facendo il bagno, in compagnia di alcuni familiari, in un lido di via Litoranea a Torre del Greco. I primi a dare l’allarme sarebbero state alcune persone che erano in acqua con lui. Soccorso e portato a riva, gli sono state praticate, sulla battigia, le prime manovre per rianimarlo.

Allertati gli specialisti del 118, sul posto è arrivata una prima ambulanza con un infermiere a bordo. È stato quest’ultimo, vista la gravità della situazione e senza mai smettere di soccorrere l’anziano, a chiedere l’intervento di un’equipe medica. Per oltre mezz’ora gli specialisti hanno tentato di far ripartire il cuore dell’uomo. Alla fine, si sono arresi: l’anziano è morto senza riprendere conoscenza.

Immediato anche l’intervento dei militari della Capitaneria di Porto e delle forze dell’ordine che hanno informato del decesso il magistrato di turno: il pm del Tribunale di Torre Annunziata non ha ritenuto necessario aprire un’inchiesta e, dunque, ha liberato immediatamente la salma consentendo ai famigliari di organizzare i funerali. Secondo i medici intervenuti, infatti, l’ottantaseienne sarebbe morto per cause naturali: non si esclude che le alte temperature di questi giorni possano aver contribuito a scatenare un malore fatale.

Non è il primo caso di morte improvvisa sulla spiaggia: nelle ultime settimane altri due anziani sono deceduti tra Ercolano e Torre del Greco, probabilmente, per il caldo opprimente. Invece, un’altra persona colpita da infarto mentre era a mare a Ercolano, è stata salvata dai medici del 118.  

Intanto parte la polemica sulla mancanza di un punto attrezzato per il primo soccorso in via Litoranea a Torre del Greco: a differenza del passato, quest’anno non è stata prevista l’ambulanza sul litorale, a servizio dei bagnanti.  

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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