Rifiuti, cittadini in rivolta contro la Buttol: “Non vogliamo depositi in viale Europa”

Torre del Greco, dopo il sequestro del mercato si cerca un nuovo sito per trasferire la spazzatura da camion piccoli a grandi

È stata una lunga notte per gli abitanti di viale Europa a Torre del Greco. Dopo il sequestro del mercato ortofrutticolo di viale Sardegna trasformato in discarica a cielo aperto, operai e autocompattatori della Buttol si sono ritrovati a eseguire le operazioni di trasbordo dei rifiuti per strada, a pochi metri dalle abitazioni. Una soluzione temporanea, autorizzata dal comandante della polizia municipale, Salvatore Visone, in attesa di reperire un sito definitivo. Ma la “necessità” di effettuare il passaggio della spazzatura dai camion piccoli a quelli grandi per non bloccare la raccolta porta a porta, non è bastata a tranquillizzare i residenti di viale Europa che, avvistati gli automezzi della Buttol, sono scesi in strada a protestare. Una contestazione spontanea che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto, infatti, solo per motivi di sicurezza, sono arrivati carabinieri e polizia. Presenti anche la dirigente del settore Igiene Urbana del Comune, Claudia Sacco, e i dirigenti della Buttol.

“È assurdo”, dice Carla Monaco attivista del  movimento Per Torre Pulita che in piena notte è scesa al fianco dei cittadini, “autorizzare l’azienda a fare il trasbordo dei rifiuti sotto le abitazioni e nei pressi di un incrocio che diverse volte è stato teatro di incidenti mortali. La nostra è una battaglia di civiltà”.

Intanto la Buttol in collaborazione con il Comune sta cercando di individuare altri luoghi da utilizzare come parcheggio per la sosta tecnica e come sito di trasferenza. Un’ipotesi già presa in considerazione potrebbe essere viale delle Industrie, “nella parte più larga e prossima a via Giacomo Leopardi”.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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