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Sopravvivere al posto di lavoro aziendale diventa selvaggio nel gonzo e nel divertente “Invia aiuto”

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Il poster di “Ship Assist” pubblicizza il movie come regista di “The Evil Lifeless” e “Drag Me to Hell” – e in particolare non il più grande successo di Sam Raimi “Spider-Man” (o i suoi due sequel). No, il tipo di movie di Raimi che stai ottenendo qui è irriverente, sciocco e molto sanguinoso: uno studio del personaggio che presenta anche paure incredibilmente sciocche. Scritto da Damian Shannon e Mark Swift, “Ship Assist” è un riff survivalista gonzo che funziona così bene perché presenta due incredibili attori del gioco che cavalcano l’onda della follia tonale di Raimi con una miscela di gioia assoluta e abilità accuratamente affinate.

E se quel poster presentasse la star di “Ship Assist” allo stesso modo di Raimi, lo slogan direbbe “dalla star di ‘Purple Eye’ e ‘Imply Ladies'”, perché Rachel McAdams è pienamente nella sua modalità commedia horror qui. È un eccellente promemoria della sua gamma. Anche il co-protagonista Dylan O’Brien dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori attori della sua generazione: un ex rubacuori adolescente che ora opera più come un camaleontico attore caratteristico. Sia McAdams che O’Brien vanno oltre le aspettative per offrire efficiency altamente espressive, quasi clownesche, nel migliore dei modi.

La McAdams è sorprendentemente sciatta nei panni dell’assediata cavallo di battaglia aziendale Linda Liddle, una perdente ossessionata dai “Sopravvissuti” che viene ignorata per una promozione dal suo nuovo astuto capo, Bradley Preston (O’Brien), un bambino nepo. Nel tentativo di fare il gioco dei bravi vecchi ragazzi, si imbarca su un volo privato per Bangkok con la squadra, sul quale scrive promemoria mentre loro ridono della registrazione della sua audizione per “Survivor”. Un incidente aereo dopo, la situazione cambia, con Bradley ferito ora alla mercé di Linda e delle sue capacità di sopravvivenza su un’isola tropicale.

Lo scambio nella dinamica del potere emoziona Linda, richiamando alla mente il “Triangolo della tristezza” di Ruben Östlund, in particolare la relazione tra Dolly de Leon e Harris Dickinson. Ma “Ship Assist” è più un’esplorazione psicologica che una palese satira di classe, anche se esplora l’concept ridicola di come sarebbe essere bloccati su un’isola con il tuo capo.

McAdams e O’Brien recitano con i loro volti quasi nell’period del cinema muto (c’è una lunga ripresa di O’Brien che mangia un insetto che è assolutamente virtuosistica) e la macchina da presa di Raimi spinge giocosamente il pubblico in giro, offrendo inclinazioni esagerate e primi piani, urlando: Guarda questo. Non c’è sottigliezza, ma te lo aspetteresti dal regista dei movie “Evil Lifeless”? Stai solo aspettando che i ghoul e i geyser di sangue emergano. Non arriviamo a un movie di Raimi per il suo realismo naturale.

Se c’è un difetto in “Ship Assist”, è che genera una story sfumatura ed empatia sia per Linda che per Bradley, anche in circostanze e stile così stravaganti, che sembra impossibile tifare perché solo uno di loro risulti vincitore. Il movie si colloca in un angolo story quando si tratta del loro conflitto che qualsiasi finale sembrerebbe troppo pulito, troppo banale. Allo stato attuale, il finale è proprio questo. Ma è merito di Raimi e degli attori che sono riusciti a rendere un personaggio così odioso come Bradley davvero comprensivo – e un’eroina così chiara come Linda complessa e spinosa. Niente è perfetto, ma “Invia aiuto” è comunque fantastico.

‘Invia aiuto’

Valutato: R, per violenza e linguaggio forti/sanguinosi

Tempo di esecuzione: 1 ora e 53 minuti

Giocando: In ampia diffusione venerdì 30 gennaio

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