Home Divertimento Recensione di Amleto – Il principe torturato di Riz Ahmed guida un’agghiacciante...

Recensione di Amleto – Il principe torturato di Riz Ahmed guida un’agghiacciante versione moderna per le strade di Londra

53
0

Slo sceneggiatore Michael Lesslie e il regista Aneil Karia hanno ideato una nuova interpretazione cruda e severa dell’Amleto di Shakespeare; ci sono trasposizioni e tagli, qualche leggero ammodernamento, e il testo è molto ridotto. È una lettura austeramente impegnativa e, incidentalmente, in questo momento, nulla potrebbe essere più lontano dall’approccio riccamente empatico e redentore di Hamnet di Chloé Zhao, riguardo alle origini immaginarie dell’opera.

L’ambientazione è il moderno mondo londinese, fatto di loschi affari familiari e disfunzioni familiari, feste di matrimonio, soci intriganti e SUV che sfrecciano per le strade notturne. Qui Amleto non assomiglia a nessuno quanto Kendall Roy della serie televisiva Succession. Riz Ahmed interpreta il principe, inorridito da una visione spettrale del padre morto (Avijit Dutt) che, in una scena agghiacciante, lo convoca su un tetro tetto urbano per annunciare che è stato assassinato da suo fratello Claudius (Artwork Malik). Claudio ora è un duro speculatore immobiliare che ha sfrattato una comunità di persone guidata da Fortebraccio da alcune proprietà immobiliari di prima qualità e che ora intende sposare la madre di Amleto, Gertrude (Sheeba Chaddha).

Amleto si ritira in un’indecisione scioccata e rabbiosa e in una sorta di follia conflittuale intesa a mettere in imbarazzo i trasgressori esentandolo dall’effettiva azione punitiva; crea un miasma crescente di autentica tensione. Timothy Spall è l’accattivante e minaccioso Polonio, il cui omicidio è brutalmente esplicito e violento, e deliberato in un modo che non lo è nell’originale. Morfydd Clark è la figlia di Polonio, Ofelia, ora profondamente ferita dall’improvvisa e fanatica freddezza del suo ex corteggiatore Amleto nei suoi confronti, e Joe Alwyn è suo fratello Laerte.

Ahmed porta avanti la produzione con la sua interpretazione di qualcuno tormentato dalla debolezza e dall’odio per se stesso. Questo movie perde la maggior parte dei soliloqui (incluso “Ahimè, povero Yorick” e il teschio), che tradizionalmente portano il pubblico dalla parte di Amleto, sebbene “Essere o non essere” rimanga; Amleto lo urla virtualmente al volante della sua macchina. L’importanza di Ofelia per Amleto viene leggermente aumentata reindirizzando verso di lei alcuni dei dialoghi di Amleto con Orazio, anche se perdiamo la scena della follia di Ofelia, il che credo sia un errore di valutazione.

Nel complesso, questo è un resoconto intelligente e mirato e che, almeno all’inizio, ti permette di porre la domanda: e se Claudio, per quanto senza scrupoli e predatore, fosse in realtà innocente di omicidio? E se il fantasma e la sua accusa fossero il delirio allucinatorio di Amleto, una proiezione psicosessuale del suo stesso disgusto? C’è un rigore gelido in questo Amleto.

Amleto uscirà il 6 febbraio nel Regno Unito e il 10 aprile negli Stati Uniti.

fonte