È morto Antonello Fiore, presidente del Centro Italiano Protezione Civile

Torre del Greco, imprenditore edile conciliava il lavoro con il volontariato

antonello-fiore-protezione-civile-torre-del-greco-mariella-romano-cronacaÈ stata la famiglia a comunicarlo agli amici più cari e ai volontari del Centro Italiano Protezione Civile di cui era presidente a Torre del Greco. Una notizia che ha interrotto la quiete della giornata di festa: Antonello Fiore, 61 anni, è morto in ospedale, intorno alle 17 di domenica 28 giugno, dopo aver lottato come un guerriero per sconfiggere una leucemia che non gli ha lasciato scampo. Una malattia devastante di cui lui stesso ha parlato sulla bacheca Facebook tra una chemioterapia e l’altra.

Imprenditore edile, Antonello è stato tra i primi a partecipare alle operazioni di assistenza e trasferimento degli immigrati in Calabria e Sicilia. Responsabile del Polo Formativo Nazionale per la tutela dei Beni Culturali del Centro Italiano Protezione Civile, ha prestato la sua esperienza lavorando con i volontari per recuperare e mettere in salvo le opere d’arte danneggiate durante il terremoto del Centro Italia. Molto attivo nelle operazioni di evacuazione e messa in sicurezza della popolazione, anche durante gli incendi che 2017 hanno devastato il Vesuvio. 

“Antonello”, ricorda il vicepresidente del Centro Italiano Protezione Civile di Torre del Greco, Eligio Poetini, “era una persona altruista che ha sempre pensato al bene comune e al volontariato come attività da promuovere per migliorare il territorio. E si è sempre battuto per dare ai giovani un’opportunità di crescita nel sociale. Noi perdiamo un pilastro”. 

I funerali di Antonello Fiore si terranno lunedì 29 giugno alle 17 nella Chiesa del Santissimo Crocifisso in via Cappella Orefice a Torre del Greco

Alla famiglia di Antonello, amico caro, il nostro cordoglio.

Mariella Romano

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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