Home Tecnologia Gli scienziati decifrano il codice per utilizzare il DNA come il disco...

Gli scienziati decifrano il codice per utilizzare il DNA come il disco rigido di un laptop

17
0

Anche prima del growth dell’intelligenza artificiale, i knowledge middle consumavano già quantità sbalorditive di energia e risorse naturali. Ora, l’intelligenza artificiale generativa ha intensificato questa tensione, mettendo in luce quanto sia realmente insostenibile la nostra attuale infrastruttura di storage. Ci costringe a ripensare al modo in cui archiviamo i dati e ci spinge verso soluzioni di archiviazione different.

Un’space che sta guadagnando molta attenzione è l’archiviazione dei dati basata sul DNA, che codifica le informazioni digitali in filamenti sintetici di DNA. Un supporto di archiviazione così compatto e durevole che potrebbe ridurre drasticamente la necessità di knowledge middle tentacolari e assetati di energia.

Trasformare la biologia in knowledge middle

Potresti pensare che sembri fantascienza. Ma il concetto è sorprendentemente semplice e i ricercatori ci lavorano da decenni.

Il DNA è il sistema di memorizzazione delle informazioni della natura. Memorizza tutti i dati biologici utilizzando quattro componenti di base: A, C, G e T. Gli scienziati hanno scoperto come tradurre i dati digitali, gli zeri e gli uno che compongono foto, video e documenti, in quelle stesse quattro lettere.

I vantaggi sono sconcertanti. Il DNA può contenere enormi quantità di informazioni in uno spazio incredibilmente piccolo. In teoria, tutti i dati del mondo potrebbero stare in una scatola da scarpe. È anche straordinariamente durevole. Mantenuto asciutto e fresco, il DNA può rimanere stabile per migliaia di anni e non richiede energia per mantenersi.

La barriera della riscrittura

Nonostante le sue promesse, la conservazione del DNA presentava un difetto critico: period permanente. Ciò significava che una volta archiviati i dati sul DNA, non c’period modo di sovrascriverli e aggiornarli. Questa limitazione ha mantenuto la ricerca sulla conservazione del DNA confinata all’archiviazione a lungo termine piuttosto che all’archiviazione quotidiana. Ma i ricercatori dell’Università del Missouri stanno cambiando la situazione.

Leggere e scrivere l’archiviazione sul DNA come un file digitale

Li-Qun “Andrew” Guprofessore di ingegneria chimica e biomedica presso la Mizzou Engineering, ha affermato che stanno sviluppando un metodo che consentirà loro di riscrivere e aggiornare i dati scritti sul DNA.

Il group sta utilizzando un sensore a nanopori, un rilevatore su scala molecolare che legge il DNA misurando sottili cambiamenti elettrici mentre i filamenti lo attraversano. Il sistema è già più compatto, più veloce e rispettoso dell’ambiente rispetto ai sistemi esistenti. I ricercatori sperano di riuscire a ridurre il dispositivo alle dimensioni di una chiavetta USB.

Questo cambia tutto. Per la prima volta, l’archiviazione DNA può comportarsi come i moderni dischi rigidi, dove gli utenti possono scrivere, aggiornare e sovrascrivere i dati su richiesta.

Cosa significa per noi

Sebbene l’archiviazione del DNA sia lontana anni, forse anche un decennio, dall’adozione mainstream, i progressi sono difficili da ignorare. La tecnologia offre una soluzione convincente alla crescente pressione sulla nostra infrastruttura dati e sul consumo di risorse.

Se sviluppata con successo per l’uso nel mondo reale, l’archiviazione basata sul DNA potrebbe rappresentare la svolta più significativa nell’archiviazione dei dati dall’invenzione del disco rigido.

fonte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here