La meraviglia childish incontra la devastazione climatica nel movie d’animazione francese “Arco”, realizzato con modestia, una fantasia del futuro incentrata sull’innocente avventurosità dei bambini come una realtà piena di speranza, ancora. (Un’altra realtà promettente per “Arco” è la sua recente nomination all’Oscar giovedì mattina.)
Sebbene il lungometraggio d’esordio dell’animatore Ugo Bienvenu, scritto con Félix De Givry, aspira apertamente allo stupore giocoso di Spielberg e alle storie classiche come “Peter Pan”, sembra anche un pezzo con la disadorna intensità del dopoguerra di “I giochi proibiti” di René Clément e del racconto animato giapponese “La tomba delle lucciole”.
Il ragazzo titolare (doppiato in questa versione doppiata in inglese da Juliano Valdi) è quello che incontriamo per la prima volta: un vivace bambino di 10 anni che si prende cura di polli e maiali in una verdeggiante casa di famiglia sospesa sopra le nuvole su una piattaforma gigante. Presto i suoi genitori e la sorella maggiore arrivano dal cielo, trascinando arcobaleni dietro i loro mantelli colorati. Sono appena tornati da un viaggio ai tempi dei dinosauri, riportando con sé la flora da aggiungere al loro stile di vita sostenibile. Anche Arco vuole volare, ma gli viene detto che non è ancora abbastanza grande.
Da quando questo ha fermato un ragazzino ostinato? Tuttavia, quando Arco ruba l’apparato volante di sua sorella per un volo segreto di mezzanotte, si ritrova nell’anno 2075 e in un mondo terrestre dipendente dalla tecnologia che riesce a malapena a resistere agli incessanti disastri meteorologici. Ed è allora che incontriamo la gentile e schietta studentessa di periferia Iris (Romy Fay), la sua vita carica di tecnologia segnata da ologrammi per i genitori (doppiato da Mark Ruffalo e la produttrice Natalie Portman), un robotic amichevole come tata (per non parlare dei robotic ovunque come insegnanti, poliziotti e simili) e cupole retrattili che racchiudono ogni casa ed edificio in anticipo rispetto a tempeste e incendi distruttivi.
Quando Iris incontra Arco nel bosco, precipitato in un atterraggio di fortuna, si sviluppa un’amicizia, costruita attorno al tentativo di tornare indietro (avanti) ai suoi tempi, ma anche una curiosità per la vita dell’altro. Con incendi epici all’orizzonte, però, riportare Arco al suo futuro originale si rivela particolarmente complicato, soprattutto con un trio sospettoso di litigiosi fratelli esploratori (Andy Samberg, Will Ferrell, Flea) che seguono ogni loro mossa, credendo di conoscere un grande segreto.
Con la sua estetica in stile Miyazaki radicata negli esseri umani stilizzati a mano e una giustapposizione dello splendore del mondo naturale con la lucentezza dei miglioramenti artificiali, “Arco” è una visione fantascientifica dolce ma lieve, un riff “ET” con una sensibilità europea. Ciò non è sempre a suo favore. Dal punto di vista della storia può sembrare non abbastanza – una semplicità che blocca tanto quanto incanta – e meno si cube meglio è per gli sfortunati fratelli adulti, che tendono più al raccapricciante che al divertente.
Anche l’animazione è un miscuglio. Gli sfondi tendono advert essere più invitanti rispetto ai personaggi in primo piano, con gli occhi di Iris e Arco stranamente senza vita per un movie che dipende dalla loro connessione e in cui gli adulti vengono mostrati come steward assenti, spesso con occhiali high-tech che indicano una rimozione. Nella migliore delle ipotesi, quando il tema e le immagini sono in sincronia, “Arco” ha il fascino semplice di qualcosa che si ricorda a metà della propria giovinezza piena di cartoni animati: seducentemente serio e imbarazzante in egual misura.
Tuttavia, “Arco” non può essere ignorato, soprattutto per quanto riguarda ciò che è in serbo per l’umanità. È un promemoria piacevolmente sentito del fatto che i bambini sono alimentati da un’audacia immaginativa e da una purezza di legami che saremmo saggi a coltivare, non a soffocare, se vogliamo imparare advert abitare ciò che è sempre più inabitabile.
‘Arco’
Valutato: PG, per azione/pericolo, elementi tematici delicati e una breve immagine dell’infortunio
Durata: 1 ora e 22 minuti
Giocando: Apre venerdì 23 gennaio presso AMC Burbank e AMC Century Metropolis













