Sudha Ragunathan. | Credito fotografico: Ok. Pichumani
Conosciuta per la sua voce risonante, i brigas intricati e i sangati melodiosi, Sudha Ragunathan ha riaffermato la sua esperta arte scenica alla Music Academy. Lottando contro una gola recalcitrante, ha comunque tenuto un concerto attentamente curato che ha offerto momenti di tranquillo rapimento, anche se occasionalmente si è intromessa la tensione vocale.
Ha iniziato con “Mathe malayadhwaja” di Muthiah Bhagavatar, a Khamas, seguito da “Pranamamyaham sri” di Mysore Vasudevachar a Gowla. Attingendo al lignaggio GN Balasubramaniam, Sudha plasmò quest’ultimo con il caratteristico élan, scegliendo la linea ‘Siddhi vinayakam’ per niraval, posizionata precisamente a 22 conteggi da ‘samam’. Il “Talachi nantane” di Tyagaraja in Mukhari si è svolto con moderazione ed equilibrio. Un misurato saggio di Saranga ha preceduto “Priye santatam chintayeham” di Muthuswami Dikshitar in Misra Chapu tala, con il violino di Embar Kannan che rispecchiava l’approccio controllato del cantante.

Sudha Ragunathan accompagnato da Embar Kannan (violino), Sumesh Narayanan (mridangam) e S. Krishna (ghatam). | Credito fotografico: Ok. Pichumani
Una svolta vivace è arrivata con “Karpaga manohara” di Papanasam Sivan a Malayamarutam, dove le pause e le enfatizzazioni distintive di Sudha – specialmente su “Chirapara kabilasa” – hanno risaltato. In linea con la commemorazione dell’Accademia del 250esimo anniversario della nascita di Dikshitar, il cantante ha scelto “Sadashivam upasmahe” a Sankarabharanam come pezzo principale. L’alapana period fantasioso, esplorando brevemente Kalyani attraverso graha bhedam, toccando Yamuna Kalyani prima di tornare a casa. Niraval a “Purana purusham purantakam” e successivamente a “Sankarabharanam” è stato seguito da un pulito tani avartanam, dove il mridangista Sumesh Narayanan e S. Krishnan sul ghatam hanno mantenuto gli scambi vivaci, culminando in un tisra nadai kuraippu. La nuova acustica della sala ha reso evidente il tono acuto precedente del mridangam, sebbene si sia stabilizzato durante il pezzo principale.
Dopo il vivace “Kuni kuniyo krishna”, Sudha Ragunathan ha presentato un RTP in Devakriya (Suddha Saveri), ambientato su Misra Jhampa, con il sahityam “Sridhara murali”. La tela ritmica si è spostata brevemente su Khanda Chapu, e le incursioni melodiche su Nalinakanti e Sunadavinodhini hanno aggiunto colore. Embar Kannan eccelleva qui, le sue frasi rapide erano caratterizzate da chiarezza. Il concerto si è concluso con il Sai bhajan “Man ki aankhen” e “Kannanidam eduthu solladi kiliye” di Ambujam Krishna, recitati nell’inimitabile senso di riposo di Sudha.
Questo concerto ha assunto un significato speciale in quanto la cantante e i suoi accompagnatori – escluso il ghatam vidwan – rappresentavano distinti lignaggi gurukula di ML Vasanthakumari, A. Kanyakumari e Thiruvaarur Bhakthavatsalam, e hanno portato sul palco la coesione di musicisti che si sono esibiti insieme per diversi anni.
Pubblicato – 6 gennaio 2026 15:47 IST









