Home Divertimento Recensione La Contessa Sanguinaria – Isabelle Huppert regna sovrana in una fantasia...

Recensione La Contessa Sanguinaria – Isabelle Huppert regna sovrana in una fantasia surreale sui vampiri

14
0

FDal cuore oscuro dell’Europa centrale arriva un movie di mezzanotte frenetico attraverso le radure urbane illuminate dalla luna dell’Euro-goth e del campo, della regista tedesca Ulrike Ottinger. Per quanto riguarda la star… beh, è ​​il ruolo per cui è nata. Isabelle Huppert è la contessa Elizabeth Báthory, nobildonna ungherese del XVI secolo e serial killer, leggendaria per aver avuto il sangue di centinaia di giovani ragazze sulle mani e sul corpo, nel tentativo di raggiungere l’eterna giovinezza. La “contessa sanguigna” è stata variamente interpretata in passato da Ingrid Pitt, Delphine Seyrig, Paloma Picasso, Julie Delpy e molti altri, ma sicuramente nessuno period qualificato quanto Huppert che, cosa importante, non modifica di una virgola la sua abituale alterigia per il ruolo.

Il suo naturale aspetto aristocratico e il suo fresco accenno di elegante disprezzo non sono mai stati così ben abbinati a una parte. Ci regala il classico sguardo opaco di Huppert – in parte sognante, in parte freddamente valutativo – e il mezzo sorriso educatamente perplesso di nascosto disgusto, che si fonde in un broncio, per l’assurdità o le cattive maniere di qualcuno a cui non può evitare di essere presentata. A differenza degli altri comuni mortali in questo movie, il volto di Huppert è illuminato come quello di una star di Hollywood dell’Età dell’Oro, conferendo al suo impeccabile maquillage una lucentezza spettrale di santità profana.

La sua contessa Báthory è una vampira che è tornata nella Vienna odierna, la storica sede dell’impero austro-ungarico, vista inizialmente scivolare attraverso le sue fogne come su una chiatta reale, molto più freddamente di Harry Lime ne Il terzo uomo, anche se come Lime avrà il suo momento sulla ruota panoramica Riesenrad di Vienna. Con la sua serva vampira Hermine (Birgit Minichmayr), si propone di riconquistare i parenti, incluso suo nipote Rudi (Thomas Schubert), un timido membro milquetoast del clan non morto Báthory, assistito dal suo terapista Theobald (Lars Eidinger). Rudi è un devoto delle belle arti che vede in un dipinto ciò che crede essere la prova di un tanto chiacchierato testo poetico di story malinconia che un vampiro potrebbe essere guarito dall’immortalità versando lacrime su di esso. La contessa Báthory naturalmente non ha alcun interesse in questo e si propone di placare la sua sete; la città viene presto sconvolta dalla paura alla notizia di un serial killer in libertà.

La nota chiave del movie è (inevitabilmente) l’umorismo nero surreale in una successione di episodi bizzarri, spesso piacevolmente bizzarri, a volte pesanti, anche se è da notare che la sceneggiatura è in parte attribuita al premio Nobel austriaco Elfriede Jelinek che non è nota per l’umorismo di alcun tipo. (Il pubblico potrebbe ricordare il suo romanzo The Piano Instructor, girato in modo agghiacciante da Michael Haneke con Huppert nel ruolo principale, per nulla divertente.)

Quali parti di questo sono state scritte da Jelinek? Immagino le scene raccapriccianti nel bagno delle donne in cui a burgerliche La donna viennese viene avvicinata intimamente dalla contessa con risultati prevedibili. E che dire di quel testo misterioso e delle sue lacrime di redenzione? Questo ci porterà da qualche parte? Beh, non proprio; la narrazione non è esattamente il punto. Advert un certo punto, la contessa fa un ingresso trionfale sulla musica della Marcia di Radetzky, spesso descritta come la Marsigliese di destra. In un certo senso, questa Contessa Sanguinaria può essere letta come una satira della classe dirigente austriaca e del suo eterno snobismo e vanità.

Mi chiedo se ci sia spazio per un ritratto non mitico e ironico della contessa Báthory, un movie che si concentri completamente sulla paura o sull’erotismo e in cui l’umorismo non viene sempre utilizzato subdolamente come una sorta di alibi nel caso in cui trovassimo tutto ridicolo. O addirittura un revisionismo alla Depraved? Uno studio su come la reputazione della contessa sia stata rovinata dai misogini e in realtà lei fosse davvero gentile? Forse Ariana Grande sarebbe interessata.

fonte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here