UNchiunque sia affetto da autismo o sia vicino a qualcuno con questa condizione potrebbe sentirsi incline a tollerare questo dramma familiare di un padre e suo figlio autistico, knowledge la sua richiesta di accettazione e amore. Ma cavolo, è così sdolcinato, mal concepito e pieno di messaggi religiosi ipocriti, che è una faticosa da superare. Se, tuttavia, ritieni che guardarlo sia quasi un atto di carità in sé (a quanto pare una parte del ricavato andrà a sostenere gli assistenti), ammiralo almeno perché è uno dei pochi lungometraggi che cerca di rappresentare le persone autistiche più svantaggiate che hanno bisogno di supporto (noto anche con l’ormai contestata etichetta di “basso funzionamento”). Va anche a suo merito il fatto che il movie si apre con un disclaimer che riconosce che “lo spettro dell’autismo è ampio e vario” e che “questo movie riflette le esperienze individuali di due personaggi e non intende rappresentare ogni storia autistica”.
Il personaggio principale qui è Elijah (interpretato da bambino da Reece Turley e poi da adulto da Caleb Milby), un giovane incontrato per la prima volta subito dopo un violento crollo che ha devastato le decorazioni natalizie della famiglia. Il padre di Elijah, Ty (John Wells), tenta di confortare l’adolescente sconvolto, con l’aiuto del peluche preferito di Elijah, l’orso polare Nook. Facciamo un salto in avanti di sette anni, ed Elijah è ora in una specie di ospedale sicuro, a malapena distinguibile da una prigione, in parte perché sua madre Pam (Layla Cushman), divorziata da Ty, vuole solo scaricarlo sullo stato e lavarsene le mani mentre Ty lotta per mantenere la sua carriera di architetto.
A significare la sua discesa nella disperazione, Ty sta contemplando il suicidio e ora fantastica di poter vedere una versione a grandezza naturale di Nook (sostanzialmente un attore – Al Snow – in un costume di peluche), una versione 12A di Ted del franchise di Seth MacFarlane senza parolacce o battute sul pene. Su consiglio di Nook, Ty finisce per portare Elijah per una vacanza di Natale non programmata sulla costa della Carolina del Sud, con grande furia di Pam, anche se sembra che quello che sta facendo non sia strettamente illegale.
Mentre tutto ciò accade, il benevolo plutocrate cristiano Reggie Sinclair (Daniel Roebuck) è sempre in ansia per quando Ty finirà i progetti per l’area che gli ha commissionato. Ma quando Reggie vede i submit su Instagram di Elijah che mostrano lui e Ty durante il loro viaggio per lo più allegro, Reggie si scioglie, soprattutto perché lui stesso ha un figlio autistico (Seth Phrampus).
Il regista Tyler Sansom e il suo group di sceneggiatori si agitano cercando di mettere insieme le trame, ma dimenticano ancora di creare ragioni coerenti per far sì che i personaggi si spostino da una situazione all’altra. Se siamo onesti, il dialogo è piuttosto terribile, il che serve solo a evidenziare quanto sia debole la recitazione, ma il suo cuore è al posto giusto.












