Josephine, il personaggio principale dello straordinario secondo lungometraggio di Beth de Araújo, ha otto anni. Interpretata dall’altrettanto straordinario esordiente Mason Reeves, a Josephine piace giocare a calcio con suo padre Damien (un fenomenale Channing Tatum), al quale è molto legata: i minuti di apertura del movie, nitidi e quasi senza parole, che passano senza soluzione di continuità dalla prospettiva di Josephine a quella di un co-cospiratore terzo, che corre con la coppia attraverso il Golden Gate Park di San Francisco, trasmettono rapidamente un legame tenero e giocoso: un padre solidale e provocatorio e un figlio innocente.
Questo è tutto ciò che sappiamo di Josephine – tutto ciò che dobbiamo sapere, in realtà – prima di vedere l’incidente che distrugge la sua giovinezza. Dopo aver preceduto suo padre al parco, Josephine assiste da sola al brutale stupro di una donna che fa jogging da parte di un uomo con indosso un caratteristico acquapolo. Con grande shock degli spettatori alla première del Sundance, de Araújo rifiuta i puntini di sospensione ormai di rigore nei movie che trattano la violenza sessuale, quanto del cinema post-MeToo – Promising Younger Girl, She Stated, Girls Speaking, il movie di successo del Sundance dell’anno scorso Sorry, Child – abbia saltato o eliso l’aggressione vera e propria, de-enfatizzando la violenza e permettendo agli spettatori di riempire gli spazi vuoti.
Non qui. Assistiamo a tutto ciò di cui Josephine è testimone dalla sua posizione dietro un albero – le urla, la lotta, ogni passo spaventoso dello stupro – così come la stessa Josephine; la direttrice della fotografia Greta Zozula cattura sia il crimine che il volto angelico del bambino, ombreggiato sia dalla paura che dalla curiosità, in una luce altrettanto naturalistica. La sequenza sorprendente sottolinea un punto necessario: ciò che è più che spaventoso per gli adulti è assolutamente sconcertante per la mente in erba di un bambino – intuitivamente sbagliato, sì, ma anche affascinante, estraneo. Per comprendere la confusione e la rabbia di Josephine, perché inizia advert agire in modo irregolare e aggressivo, devi sapere esattamente quale orrore riproduce nella sua testa, cercando di comprendere.
Si tratta certamente di un sacco di premesse per un movie squisitamente sensibile – il dramma di spicco del Sundance finora – che riguarda prevalentemente le conseguenze, con una solida Gemma Chan e un Tatum migliore in carriera nei panni dei suoi genitori ben intenzionati ma mal equipaggiati. Ma l’intensità dell’incidente è fondamentale, poiché sottolinea l’inadeguatezza della risposta di ogni adulto. La polizia che risponde immediatamente alla chiamata ai servizi di emergenza di Damien la ignora, la mette nell’auto della polizia con la vittima distrutta (Syra McCarthy) e le permette di vedere l’autore arrestato (Philip Ettinger); lo sguardo indagatore della telecamera – sul ginocchio sbucciato della donna, sull’espressione quasi di sfida dell’uomo – suggerisce ricordi bruciati. La madre, dolce e flessuosa, tenta vaghe banalità, distrazioni, la psicoterapia (che viene inspiegabilmente abbandonata prima di ogni seduta). Suo padre, un “ragazzo fisico” che si autodefinisce, la porta a lezioni di difesa personale. Né spiegano a Josephine, che non sa cosa sia il sesso, cosa ha visto.
De Araújo ha un orecchio attento per le massime e i riflessi che i genitori usano per difendersi – “questo non ti succederà mai e poi mai”, risponde Damien inutilmente quando Josephine le chiede se le succederà. E riesce a mantenere un equilibrio difficile, tra lo schizzo delle risposte innescate degli adulti ostacolati e il taglio da vicino con Josephine, che, con uno svolazzo effettivamente inquietante, vede l’uomo del parco nella sua stanza di notte, soprattutto dopo aver chiamato un testimone del processo.
Questo equilibrio oscilla occasionalmente, in particolare nel terzo finale troppo teso del movie. Le sequenze senza parole della colonna sonora di Miles Ross, pulsanti dei sentimenti non elaborati di Josephine, perdono la loro potenza con il tempo. A Chan non vengono date molte observe oltre ogni preoccupazione, che vanno dal lieve all’abietto; brevi momenti che suggeriscono la sua esperienza personale con l’argomento, come un giro in macchina in cui Josephine le chiede se è mai stata violentata, sono sottili al punto da essere troppo sottostimati. Ma nel complesso, de Araújo riesce a guidare in modo credibile la famiglia ferita attraverso un quasi horror fino a una scena finale di tribunale di bravura. C’è un orrore agghiacciante ma per fortuna contenuto nel ritiro interiore di Josephine, mentre la sua rabbia nascente ribolle in modi sempre più irregolari e allarmanti.
È un’impresa impossibile senza Reeves – un raro talento naturale, capace sia di resistere che di scomparire in se stessa – e soprattutto di Tatum, il cui naturalismo naturale in qualche modo sembra ancora sottovalutato e che è semplicemente sorprendente come un padre lontano dalla sua profondità. Come star del cinema, Tatum incarna un certo tipo di mascolinità americana familiare ma ambiziosa, un uomo qualunque robusto e affascinante. È un piacere, quindi, vederlo vestire i panni di uno dei personaggi paterni più affascinanti degli ultimi anni, un padre i cui buoni e cattivi istinti genitoriali spesso convivono all’interno della stessa frase, la cui fiducia in se stesso e nelle proprie convinzioni si sgretola in relazione inversa con quella della figlia, che deve fare i conti con i propri limiti e le proprie paure. C’è un cuore seducente anche se imperfetto nel suo Damien – da un altro attore della sua statura, una scena in fase avanzata in cui finalmente si scaglia contro Josephine potrebbe sembrare minacciosa, distanziante. Ma Tatum riesce a radicare lo spettatore nel suo abietto sconcerto e dolore.
È una efficiency immediatamente memorabile in un movie inquietante, che mi porto dietro da quando l’ho visto. Forse questa è la cosa migliore che posso dire su questo straordinario movie: per i suoi spettatori, così come per il soggetto reso meticolosamente, l’inquietudine persiste.










