PForse non c’è grande entusiasmo là fuori per una nuova versione di Dracula di Luc Besson, il maestro francese della lucentezza e della gonfiatura. Eppure va detto: la sua storia d’amore sui vampiri riccamente imbottita ha ambizione ed eleganza – e in tutta la sua sdolcinatezza da Hammer, non sono sicuro che non la preferirei alla recente versione solennemente di classe di Nosferatu di Robert Eggers. Ci sono alcuni tocchi molto bizzarri, inclusa un’inquadratura che sembra mostrare un confine terrestre tra Francia e Romania.
Christoph Waltz interpreta un prete cacciatore di vampiri spiritoso ma allo stesso tempo logoro – non posso credere che non abbia mai interpretato questo ruolo prima – che si ritrova a Parigi nel 1889 per le celebrazioni del centenario della Rivoluzione francese. Lo stesso vale per il malvagio Conte Dracula, interpretato dal veterano del body-horror Caleb Landry Jones, con un storpiato accento dell’Europa centrale che ricorda il Gru di Steve Carell delle commedie Cattivissimo me. Questa è una parte che anche lui è nato per assumere.
La storia è questa: il conte vaga inquieto e angosciato per il mondo da 400 anni da quando è diventato non morto, una punizione per il suo dolore irreligioso per la morte di sua moglie Elisabeta (un ruolo di debutto cinematografico per Zoë Bleu, figlia di Rosanna Arquette). Il conte ha cercato, cercato, cercato una donna che potesse essere la reincarnazione del suo amore perduto. Per sfortuna, la fortunata signora risulta essere Mina (anche lei Bleu, ovviamente), la pudica fidanzata del fifone agente immobiliare di Dracula, Jonathan Harker (Ewens Abid), che è stata recentemente al castello del conte per discutere del suo portafoglio di proprietà e il cui ritratto in miniatura dell’attraente Mina ha attirato l’attenzione incappucciata del conte.
Besson struttura il retroscena del secondo atto di Dracula in giro per il mondo in vari costumi oltraggiosi con mano sicura, e non si limita a regalarci alcuni momenti comici con un chiaro sapore di Mel Brooks – come i ripetuti e inutili tentativi del conte di uccidersi dopo la morte di Elisabeta, così come le scene farsesche che risultano dopo che Dracula si è cosparso di un certo profumo nella Firenze del XVIII secolo, che lo rende irresistibile per le donne. Ridicolo e guardabile.











