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Recensione del movie ‘Aashaan’: un’ode scritta in modo frammentario al cinema e ai lottatori

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Indrans in un fotogramma da ‘Aashaan’ | Credito fotografico: Guppy Cinema/YouTube

Di tanto in tanto, l’industria cinematografica dà uno sguardo interiore alla vita di coloro che lottano per farcela e alle debolezze e alle eccentricità di coloro che ce l’hanno fatta. In Aashaanper raccontare questa storia, Johnpaul George segue il formato del movie nel movie utilizzato in movie come il Memorabile Udayananu Tharam. Le storie di due uomini con un profondo desiderio di lasciare un segno nel cinema diventano la base emotiva del movie.

Anandaraman (Joemon Jyothir), un tecnico degli effetti visivi, realizza il suo desiderio di entrare a far parte di una troupe cinematografica quando identifica un luogo adatto, un complesso di appartamenti a forma circolare, per il prossimo movie di un famoso regista (Shobi Thilakan). Tuttavia, per ottenere quello spazio, promette al presidente dell’associazione di appartamenti (Indrans), che da tempo coltivava il sogno di recitare, un ruolo nel movie. Questa promessa avrebbe conseguenze impreviste per il movie, la sua troupe e, soprattutto, Anandaraman.

Indrans in un fotogramma di 'Aashaan'

Indrans in un fotogramma da ‘Aashaan’ | Credito fotografico: Guppy Cinema/YouTube

Johnpaul George, che ha debuttato quasi dieci anni fa con il promettente ma imperfetto Guppy e lo ha seguito con un deludente Ambiliha sicuramente ampliato i suoi orizzonti nel suo terzo movie. Tuttavia, i punti di forza e di debolezza del suo movie d’esordio continuano a persistere fino advert oggi, come evidente in Aashaan. Ha davvero la capacità di ritrarre in modo efficace le varie emozioni umane, anche se a volte esagera con il melodramma. In Indrans e Joemon, ha attori con la flessibilità necessaria per effettuare quel passaggio senza soluzione di continuità e catturare l’intera gamma di emozioni che entrano in gioco durante la realizzazione di un movie.

Aashaan (malayalam)

Direttore: Giovanni Paolo George

Lancio: Indrans, Joemon Jyothir, Shobi Thilakan, Appunni Sasi, Bibin Perumbilli

Durata: 160 minuti

Trama: Due persone con un profondo desiderio di sfondare nel cinema diventano parte di un progetto cinematografico all’interno di un complesso di appartamenti, ma sarà un’impresa complicata

Johnpaul sembra sempre contrario a tagliare gran parte di ciò che ha girato. Di conseguenza, i suoi movie finiscono con un po’ di ciccia. In Aashaan, inoltre, cerca di dire molto – dalle molte storie interne del settore alle difficoltà nel realizzarlo – e racchiude molti personaggi. A volte si può sentire il movie scricchiolare sotto il peso che si è assunto. In quei momenti, le difficoltà dello sfortunato regista del movie nel movie sembrano rispecchiare l’effettivo processo di realizzazione. Aashaan. Ma in altri momenti colpisce con la sua serietà, così come il movie nel movie.

Aashaan ci vuole tempo per entrare nel vivo. Johnpaul riesce a offrire momenti commoventi a intervalli regolari, il che aiuta in una certa misura a superare la noiosità di alcune parti scritte in modo irregolare. Il reparto musicale, gestito dallo stesso regista, contribuisce notevolmente a migliorare l’effetto di questi momenti. Il fatto che il protagonista sia un tecnico degli effetti visivi si rivela un bel tocco, considerando i metodi minimali e creativi con cui è realizzato il movie.

Indrans in un fotogramma di 'Aashaan'

Indrans in un fotogramma da ‘Aashaan’ | Credito fotografico: Guppy Cinema/YouTube

Gran parte del movie potrebbe essere identificabile con le persone del settore, in particolare con la classe lavoratrice degli assistenti alla regia che, a volte, sono alla mercé di persone irascibili con ego gonfiati. Aashaan certamente viene da qualcuno che capisce la fatica di farcela, ma quella passione gli fa anche portare molto più di quello che avrebbe dovuto essere lì.

Aashaan è attualmente in scena nelle sale

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