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La polvere non si è ancora depositata sulla fila delle parole N dei Bafta. Ecco perché | Pietro Bradshaw

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IOSe volessi scrivere una satira scabrosa ed esagerata sugli atteggiamenti liberali, difficilmente potresti fare di meglio che sfruttare la cerimonia dei Bafta di questo superb settimana. Come risultato finale di intenzioni progressiste e sensibili, un uomo bianco si è seduto tra il pubblico urlando la parola N a due artisti di colore molto rispettati, che sono stati poi immediatamente gravati dal perdono atteso. Sarebbe un grande romanzo di Paul Beatty o un movie di Spike Lee. Eppure, il problema non period solo la parola con la N, ma anche la parola con la S: cosìorrr-eeee. Di questo, ne parleremo più avanti.

Certo, è complicato. Un caso di sensibilità contrastanti e la questione ormai in tensione delle omissioni, degli snobbi e della complicità attraverso il silenzio.

La sera stessa, il pubblico period stato pienamente informato della presenza nell’auditorium di John Davidson, protagonista del meraviglioso movie Lo giuro, il cui protagonista Robert Aramayo ha vinto clamorosamente il premio come miglior attore. Davidson è ben noto per essere affetto dalla sindrome di Tourette, soggetto a tic ed esplosioni su cui non ha alcun controllo, e per il suo lavoro di educazione del pubblico sulla TS. Ma con suo sincero sgomento e mortificazione, Davidson ha gridato insulti razzisti a Delroy Lindo e Michael B. Jordan. Il movie stesso, per inciso, si conclude lasciando intendere che i progressi della medicina consentono di gestire la condizione, insieme agli atteggiamenti, e che la questione in questi giorni period praticamente sulla buona strada per essere risolta… che il lieto superb è entrato in stridente contatto con la realtà.

Per molti nell’auditorium, le urla erano indistinte e la terribile verità è diventata ampiamente nota solo quando il clip televisivo è stato diffuso sui social media.

Dottie Achenbach e John Davidson ai Bafta. Fotografia: Varietà/Getty Pictures

La BBC aveva preso la disastrosa decisione di non pronunciare la parola o di eliminare discretamente l’audio, a quanto pare perché i produttori non l’avevano registrato. Ebbene, è un errore umano, in contrapposizione a un modo mal valutato di non cancellare l’identità di TS. Ma la BBC è stata abbastanza attenta da eliminare la frase “Palestina libera” dal discorso del regista Akinola Davies Jr. Evidentemente la questione palestinese non period ammissibile ma TS lo è. (E per inciso, ovviamente, c’period il tradizionale problema di qualcuno che veniva dolorosamente mancato nel movie “In Memoriam”; la sfortunata snobbata di quest’anno è stata la defunta Béla Tarr.)

Per quanto riguarda Delroy Lindo e Michael B Jordan, sono stati impeccabilmente gentili e impeccabilmente di buon carattere. Ma hanno il diritto di ritenere che, proprio come John Davidson ha il diritto di far comprendere la sua ST, loro hanno il diritto di essere protetti dagli abusi razziali. C’è inoltre la spinosa questione di quanto sia importante che chi parla non “intendesse” le parole. Se qualcuno avesse una condizione neurologica che implicava che le sue braccia si muovessero improvvisamente e involontariamente e colpisse accidentalmente qualcuno… farebbe comunque male. E negli Stati Uniti potrebbe esserci impazienza che la storia dell’esperienza dei neri americani venga considerata disinvoltamente equivalente alla sindrome di Tourette.

Cosa si sarebbe potuto fare? Lo stesso Davidson ha deciso di lasciare l’evento; forse si sarebbe potuto discutere in anticipo sulla sua partecipazione solo a una parte prescelta della cerimonia e su quali fossero i rischi, e sicuramente nessuno period meglio informato di questi rischi di Davidson. La BBC avrebbe dovuto eliminare il linguaggio offensivo.

Ma i Bafta, la BBC e tutti gli altri devono smetterla di usare parole melliflue di quasi-scusa. Dal palco abbiamo sentito la frase terribile: “Ci scusiamo se stasera ti sei offeso”. Frasi come “se”, “chiunque si sia offeso” ecc. sono disinvoltamente sprezzanti – chiunque, qualunque cosa – e implicano che sei ignorante e isterico. Aveva ragione il presentatore Alan Cumming a chiedere uno “spazio rispettoso per tutti”. Il prezzo per quella tempo culturale è la vigilanza eterna.

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