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Estremamente sciocco, “The Napa Boys” richiede pazienza, buona volontà e forse un po’ di vino

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Il fatto che “The Napa Boys” non sarà la tazza di tè di tutti – o, in questo caso, un calice di vino – sembra quasi la ragion d’essere di questa meta commedia. E dire che la sua raffica di battute è incostante sarebbe anche un approccio caritatevole. Per lo più mancano, anche se anche questo può sembrare il punto.

I co-sceneggiatori e co-protagonisti Nick Corirossi e Armen Weitzman (Corirossi ha anche diretto) hanno assemblato una serie di scene alla ricerca di una storia, creando momenti cruciali da un miscuglio di movie, alcuni reali (“Sideways”, “American Pie”, “Il Signore degli Anelli”), altri inventati. Lo ammetto, ci è voluto un minuto per capire cosa stavano facendo i realizzatori (la loro grandiosa affermazione nella cartella stampa del movie è volutamente poco illuminante) e, quindi, per far sì che questo mucchio di sciocchezze affondasse.

Tuttavia, una volta che ti rendi conto di cosa diavolo stai guardando, potresti semplicemente accontentarti di un momento più divertente – o meno terribile – di quanto inizialmente previsto. Ma più bassa è la barra dell’intrattenimento, meglio è.

La trama a malapena vede un gruppo di amici e appassionati di vino, alias Napa Boys, riunirsi nella valle della California (sottotitolata Malibu) per un’avventura demenziale che, tra le altre cose, coinvolgerà un’ambita competizione enologica in qualcosa chiamato Nice Grape Competition.

Lo sfortunato gruppo comprende il suo chief, il grossolano e arrapato Jack Jr. (Corirossi), il vedovo triste Miles Jr. (Weitzman), il padre di famiglia in conflitto Kevin (Nelson Franklin), il vignaiolo perdente Mitch (Mike Mitchell) e un nuovo membro più gentile conosciuto solo – in un cenno in maiuscolo advert “American Pie” – come il fratello di Stifler (Jamar Neighbours). Nel frattempo, anche un devoto e “podcaster investigativo”, Puck (Sarah Ramos), si unisce ai ragazzi nel loro viaggio ribelle.

La sciocca presunzione del movie è che si tratta del quarto episodio di una serie di movie dei Napa Boys (basata su graphic novel inesistenti), con il titolo ufficiale sullo schermo di “The Napa Boys 4: The Sommelier’s Amulet” (guarda quel carattere in stile “Indiana Jones”). contesto. Sei ancora confuso?

Questo stratagemma dà a Corirossi (un ex capo creativo di Humorous or Die) e Weitzman la licenza di essere il più superficiali e superficiali possibile, il che, a quanto pare, fa anche parte della battuta traballante del movie. Poiché questa commedia alternativa non fa mistero del fatto che i suoi personaggi o le situazioni siano anche lontanamente logici o realistici, tutto va bene e va bene. A volte vorresti che non fosse così.

Caso in questione: dopo un pasticcio di farmaci, il ribelle Jack Jr. (lui e Miles Jr. vengono sempre indirizzati con il suffisso) scatena la sua diarrea esplosiva in un barile di vino qualificato per il concorso, dopo di che eiacula “spontaneamente” dentro. E poi, ovviamente, i giudici devono assaggiare la miscela. È una sequenza orribile e prolungata che solleva la domanda, satira o no, è davvero la parte più divertente che potrebbero ottenere? (Per essere onesti, è probabile che alcuni spettatori, uh, lo mangeranno.)

A parte questo, la raffica di scene, schizzi, grida e scenari assurdi del movie che portano al culminante campionato di vinificazione sono in gran parte innocui voli di farsa. Riguardano sesso, amore, morte, pre-morte, forse incesto, tante degustazioni di vino (perché qui il vino è marrone come il tè freddo?) e un alce in libertà.

Ci sono anche viaggi nel vistoso SUV “Wine Wagon” di Jack Jr. (targa: IH8MERLOT), montaggi beati sostenuti da corde gonfie che celebrano le “gioie” della vita dei Napa Boys (“Essere un Napa Boy significa essere liberi!”) e un cameo a sorpresa – e piuttosto inutile – di quegli altri “cervelloni” del movie, Jay (Jason Mewes) e Silent Bob (Kevin Smith). C’è anche una visita ansiosa all’ex sesso di Jack Jr., l’ormai anziano esperto di sesso chiamato Milfonator (Eve Sigall). Oh, e quel regista e vignaiolo davvero iconico Francis Ford Coppola è il “celebrità ospite super-segreta giudice” del concorso enologico? (Due ipotesi.)

Tutta questa insensatezza si svolge nel corso di una manciata di giorni, durante i quali nessuno sembra mai cambiarsi d’abito. Jack Jr. non avrebbe potuto mettere in valigia almeno due camicie hawaiane?

E che dire dell’elusivo sommelier del titolo (DJ Qualls famoso per “Street Journey”) e del suo mistico amuleto verde? Fa un aspetto quasi appiccicoso, simile a Yoda, ma è troppo poco, troppo tardi.

Il forged del gioco, seppure disomogeneo, embody Paul Rust (che interpreta Paul Reubens, con il quale ha co-scritto “Pee-wee’s Huge Vacation” del 2016) nei panni di Squirm, l’insopportabilmente crudele rivale vinicolo di Mitch; David Wain (che ha diretto e co-scritto “Moist Scorching American Summer season”, un’altra pietra di paragone parodia qui) nel ruolo dell’imparziale conduttore del concorso di vini; e interpretando i vari interessi amorosi dei ragazzi: Chloe Cherry, Vanessa Chester, Riki Lindhome e Beth Dover.

Secondo quanto riferito, girato in meno di 10 giorni, il movie presenta divertenti gocce d’in the past come “You Cannot Hurry Love” dei Supremes, “Household Tree” di Gerry Rafferty e, tra tutte le cose che accompagnano una scena di seduzione, “The Ladies of Rock ‘n’ Roll” cantata da Alvin and the Chipmunks e le Chipettes. Come questo sforzo orgogliosamente a basso funds sia riuscito a concedere in licenza quei brani è curioso quanto tante altre cose in questa stranezza disordinata.

“I ragazzi di Napa”

Non valutato

Durata: 1 ora e 32 minuti

Giocando: Apre venerdì 27 febbraio in versione limitata

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