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Amanda Seyfried si getta, anima e corpo, in “Il testamento di Ann Lee”

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L’atto di fede, di credere, è per definizione qualcosa che non si vede. La devozione religiosa è difficile da catturare su pellicola. “The Testomony of Ann Lee”, un ritratto della donna che guidò il movimento noto come Shakers dall’Inghilterra all’America nel 1700, trasforma lo spirituale in qualcosa di fisico attraverso il movimento e il canto, creando un musical insolito e un movie davvero straordinario.

Diretto da Mona Fastvold, che ha scritto la sceneggiatura insieme al suo associate Brady Corbet, il movie arriva subito dopo la loro collaborazione su “The Brutalist”, diretto da Corbet. Attraverso progetti che includono anche “The World to Come” di Fastvold, “The Childhood of a Chief” e “Vox Lux” di Corbet, continuano a creare finzioni storiche finemente dettagliate che hanno sia una portata che una specificità, realizzate con price range sorprendentemente modesti per ciò che riescono a ottenere sullo schermo. La loro continua collaborazione crea un corpus di lavoro eclettico e coinvolgente.

Ma “Ann Lee” non è “The Brutalist Half II” e Fastvold ha sicuramente i suoi interessi come regista – in particolare il modo in cui il mondo è stato storicamente scettico nei confronti delle donne, ignorando la loro azione e il loro valore cercando di collocarle in ruoli limitanti e prescritti. “Ann Lee” come movie e Ann Lee come personaggio hanno fatto esplodere questi preconcetti.

Interpretata con audace fervore da Amanda Seyfried, Ann Lee soffre la perdita di quattro figli nella loro infanzia, che la porta advert allontanarsi dal marito indifferente (Christopher Abbott). Come parte del suo crescente risveglio, arriva a credere che il celibato avvicina a Dio. Mentre le sue convinzioni iniziano a prendere una forma peculiare, Lee inizia a coinvolgere alcuni seguaci. Il suo fedele fratello (un toccante Lewis Pullman) inizia a predicare il vangelo dei suoi insegnamenti, aiutando a far crescere la loro congregazione. La storia, divisa in tre capitoli, segue gli inizi degli Shakers a Manchester, in Inghilterra, poi il loro arduo viaggio transatlantico e il modo in cui si stabilirono in America.

I numeri musicali, così come sono, sono avvincenti: corpi che si muovono all’interno dell’inquadratura e attorno alla telecamera con un combine di energia selvaggia e precisione angolare. Lavorando in concerto, Fastvold, la coreografa Celia Rowlson-Corridor, il compositore Daniel Blumberg e il direttore della fotografia William Rexer hanno creato un linguaggio di movimento devozionale e musica che è allo stesso tempo credibile e ultraterreno.

Amanda Seyfried nel movie “Il testamento di Ann Lee”.

(Immagini di Searchlight)

C’è qualcosa di unicamente tangibile nelle sequenze di adorazione con canto e danza, come se lo sentissi con il tuo corpo tanto quanto guardi o ascolti con i tuoi occhi e le tue orecchie. Ciascuno dei numeri di danza sembra distintivo e allo stesso tempo serve a uno scopo nello sviluppo della storia: dalla casa di uno dei primi benefattori o dal ponte di una nave, a una foresta o una casa di riunione.

Piuttosto che prendere direzioni various, “The Testomony of Ann Lee” è tenuto insieme dalla efficiency risonante e impegnata di Seyfried, che continua a dimostrarsi un’attrice di sorprendente profondità. Attualmente anche nel thriller domestico “The Housemaid”, ha mostrato una straordinaria varietà e versatilità, dai musical (“Les Misérables”) al suo ruolo candidato all’Oscar in “Mank” e al ruolo vincitore dell’Emmy in “The Dropout”. (Inoltre, è una presenza deliziosa nel circuito dei discuss present proprio come se stessa.) Qui, Seyfried cattura il conflitto interiore del tormento e del trauma di Ann Lee insieme alla liberazione estatica della sua pratica religiosa.

Mentre “The Brutalist” è stato nominato per 10 Academy Awards, “The Testomony of Ann Lee” è già stato escluso da various shortlist in categorie in cui sembrerebbe facilmente competitivo: colonna sonora, canzone originale e cinematografia. È un sano promemoria che, mentre è incoraggiante quando risultati meritevoli ricevono riconoscimenti, quando un movie lo fa non trovare il favore degli organi votanti, resta la forza e la convinzione del lavoro svolto. Le rivelazioni di “Ann Lee” sopravviveranno a lungo alle tempeste di ogni stagione di premi.

Un gesto che si vede in tutto il movie è quello di Seyfried che tende la mano, con le braccia tese. (È diventata un’immagine chiave anche nella promozione del movie.) Questo senso di afferrare di più, di tendere a qualcosa appena fuori portata o forse nemmeno lì, è centrale nel movie. Cercando di realizzare un movie di queste dimensioni, ambizione e visione, Fastvold ha afferrato qualcosa di veramente singolare.

“Il testamento di Ann Lee”

Valutato: R, per contenuti di natura sessuale, nudità grafica, violenza e immagini cruente

Tempo di esecuzione: 2 ore e 17 minuti

Giocando: Ora in versione limitata

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