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Aggiungi alla playlist: il misterioso ambiente chillout di False Aralia e le migliori nuove tracce della settimana

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Da San Francisco
Consigliato se vuoi Ritmo e suono, Ricardo Villalobos, Vladislav Delay
Il prossimo Doppio LP dei Topdown Dialectic uscito in primavera

La falsa Aralia scompare in un burrone nebbioso a metà tra l’etichetta discografica e il progetto dell’artista. È apparentemente un’etichetta, in cui ogni EP ha un artista con un nome diverso e ogni copertina, disegnata da Nick Almquist, presenta un diverso doodle monocromatico espressionista astratto. Ma tutte le tracce sono numerate, non nominate, e ogni EP è in realtà il lavoro di un solo produttore, Izaak Schlossman (accreditato come IS), affiancato da un forged mutevole di collaboratori.

Anche la musica sembra sfrecciare nella nebbia, non solo resistendo alla classificazione del genere, ma sembrando addirittura evaporare mentre suona. Il paragone più ovvio è la scena microhouse dei primi anni 2000, in cui artisti come Vladislav Delay, Isolée e Ricardo Villalobos realizzavano tracce morbide con lo stesso livello di giocoso dettaglio sonoro che potresti sentire in una foresta pluviale. Le tracce di False Aralia hanno anche un forte sapore dub techno grazie a tutti gli accordi tristi e confusi, e una traccia come 01 degli Externalism ha un ritmo dub skanking, ondulato, ma non c’è nessuno dei quattro-quattro ritmi costanti della techno. Lo Schlossman più vicino si trova nell’EP quasi kraftwerkiano Iri.gram, o 03 di Borgesian Time period, un groove finemente progettato costruito con batteria dal vivo, voci pesantemente deformate e un sound design che innesca l’ASMR e solletica la coclea.

La cantante Anya Prisk è presente in quattro uscite, la sua voce così pesantemente trattata da diventare un altro gesto sonoro sintetico, sebbene l’unica concessione di Schlossman alla pura arte canora, lo straordinario 01 di Vehicular (cantata da Lucas Deleon), sia come musica chillout per una piscina veramente gelida in un luogo di villeggiatura fuori stagione. Le false tracce di Aralia sembrano ripiegarsi sugli angoli della realtà con la delicatezza di un esperto di origami, permettendoti di sbirciare in un mondo alternativo soft-focus. Ben Beaumont-Thomas

I migliori nuovi brani di questa settimana

Francesca Chang. Fotografia: Linnea Nugent

Frances Chang – Posso sentire le onde
Prima di supportare Cate Le Bon negli Stati Uniti, il New Yorker scatena uno splendido loosie, che ricorda una versione più addomesticata del pianoforte fuori dal comune di Astrid Sonne e delle riflessioni conversazionali.

Robyn – Esistenziale
Robyn sfida André 3000 dicendo che nessuno vorrebbe sentirlo rappare sulla sua colonscopia con il suo rap delirantemente sfacciato sui riarrangiamenti carnali degli appuntamenti mentre fa la fecondazione in vitro da sola.

Bonnie “Prince” Billy – Continuano a cercare di trovarti
In un ritorno tanto bello – scarno e solare – quanto sinistro, Will Oldham canta un tributo a qualcuno che farebbe qualsiasi cosa, anche “permettere che l’isolamento diventi completamente sconvolto”, per rimanere nascosto.

A$AP Rocky – Punk Rocky
Rocky sta piangendo nel suo camion, annegando i suoi dolori e cercando di scrivere canzoni d’amore anche se le odia, in una foschia psichedelica che minaccia di trascinarti con lui nel fango.

Peter Gabriel – Stato annullato
Come ha fatto nel 2023, quest’anno Peter Gabriel pubblicherà un nuovo singolo ogni luna piena: la costante Been Undone è uno sguardo toccante sulla fallibilità umana e sull’ansia per il vuoto.

Doechii e SZA – Ragazza, alzati
Doechii si rilassa su un tetto, nessuna preoccupazione al mondo… una posa che si disfa rapidamente mentre lei risponde agli odiatori con dettagli acuti, i suoi versi irritati ammorbiditi dal ritornello viscido di SZA.

Juni Habel – Sempreverde nella tua mente
Condividendo la stessa luce oscura dei dischi di Jessica Pratt, la cantante norvegese traccia il divario tra realtà e memoria in armonie vocali fasciate, fino a un rassicurante motivo di chitarra acustica. Laura Piton

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