Oggi, 13 febbraio 2026, cade di venerdì, un abbinamento che, in molte tradition occidentali, porta con sé un’aria di disagio. Per alcuni è uno scherzo; per altri, una vera e propria fonte di ansia. La information ha ispirato società segrete, franchise horror, thriller di borsa e non uno ma due termini clinici scioglilingua: paraskevidekatriaphobia e friggatriskaidekaphobia. È una superstizione allo stesso tempo familiare e stranamente persistente, riconoscibile come un gatto nero che attraversa la tua strada, cammina sotto una scala, apre un ombrello in casa o rompe uno specchio.
Un appuntamento dalla reputazione infausta
Venerdì 13 si verifica quando il 13° giorno di un mese nel calendario gregoriano cade di venerdì. Succede almeno una volta all’anno e talvolta fino a tre volte. In media ne arriva uno ogni 212,35 giorni. Nel 2026 sono tre: venerdì 13 febbraio; venerdì 13 marzo; e venerdì 13 novembre. Il 2025, invece, ne ha avuto uno solo, a giugno. Per un sottogruppo di persone, l’appuntamento provoca un vero disagio. Lo psicoterapeuta Donald Dossey ha coniato il termine paraskevidekatriafobia, dal greco Paraskevi (“Venerdì”), triskaideka (“tredici”) e fobo (“paura”), per descrivere un terrore intenso, a volte paralizzante, associato alla giornata. Un altro termine, friggatriskaidecafobiacombina Frigg (la dea nordica da cui prende il nome Friday) con triscaidecafobiala paura del numero 13 stesso. L’ansia per l’appuntamento può produrre sintomi fisici: aumento della frequenza cardiaca, sudorazione, respiro accelerato e tremore. I ricercatori hanno stimato che circa il 10% della popolazione statunitense nutre una certa paura del numero 13, secondo un rapporto citato da The Historical past Channel. Eppure le origini exact della superstizione rimangono sfuggenti.
Al di là delle tradition e delle credenze, da dove ha avuto inizio tutto?
Gli storici faticano a individuare un’unica fonte. I riferimenti che collegano venerdì e il numero 13 compaiono nella Francia del XIX secolo. Un articolo del 1834 sulla rivista letteraria Rivista di Parigiscritto dall’autore italiano Marchese de Salvo e intitolato “Le Chateau de Carini”, menziona un conte siciliano che uccise sua figlia venerdì 13, dichiarando: “Sono sempre i venerdì e il numero 13 che portano sfortuna!” Nello stesso anno, nella commedia francese Les Finesses de gribouille di Claude-Louis-Marie de Rochefort-Luçay e Philippe-François Pinel Dumanoir, un personaggio si lamenta: “Sono nato un venerdì 13 dicembre 1813, da cui provengono tutte le mie disgrazie”. Stephanie Corridor, specialista dell’American Folklife Heart presso la Biblioteca del Congresso, ha suggerito che la superstizione potrebbe essere nata dall’concept che il venerdì e il numero 13 fossero considerati sfortunati indipendentemente, e potrebbero inizialmente riferirsi specificamente a venerdì 13 dicembre. Il numero 13 stesso aveva da tempo suscitato sospetti. Nella mitologia norrena, Loki, il dio imbroglione, arriva senza invito come tredicesimo ospite a un banchetto nel Valhalla, dove manipola gli eventi che portano alla morte di Balder, il dio della luce. Nella tradizione cristiana, Giuda Iscariota, il cui tradimento precedette la crocifissione di Gesù il Venerdì Santo, è spesso descritto come il tredicesimo ospite dell’Ultima Cena. Anche i racconti biblici attribuiscono la sfortuna al venerdì: si cube che Adamo ed Eva abbiano mangiato il frutto proibito di venerdì; Si ritiene che Caino abbia ucciso Abele di venerdì; il Tempio di Salomone fu distrutto un venerdì; e si cube che il Diluvio Universale sia iniziato di venerdì. Alcuni studiosi fanno riferimento alla numerologia. Parlando con Geografico nazionaleThomas Fernsler, scienziato politico associato presso il Arithmetic and Science Training Useful resource Heart dell’Università del Delaware, ha osservato che 12 ha storicamente simboleggiato la completezza, 12 mesi, 12 segni zodiacali, 12 dei dell’Olimpo, 12 fatiche di Ercole, 12 tribù di Israele, 12 apostoli. Tredici, arrivare appena oltre quell’ordine ordinato, “ha a che fare semplicemente con l’essere un po’ oltre la completezza. Il numero diventa irrequieto o agitato”, ha detto.
IL Circolo Tredici e altre ribellioni
Non tutti hanno accettato la maledizione. Nel 1882, l’ex capitano dell’Unione William Fowler fondò il 13 Membership a New York per smantellare le superstizioni che circondavano il numero. Il gruppo si incontrava il 13 di ogni mese, cenava nella stanza 13 del Knickerbocker Cottage e consumava pasti di 13 portate. I membri hanno deliberatamente versato il sale senza gettarlo sulle spalle e hanno aperto gli ombrelli all’interno. Prima di cenare, sono passati sotto una scala sotto uno striscione con la scritta “Morituri te Salutamus”, che in latino significa “Quelli di noi che stanno per morire ti salutano”.“ Quattro presidenti degli Stati Uniti, Chester A. Arthur, Grover Cleveland, Benjamin Harrison e Theodore Roosevelt, furono membri onorari in vari momenti. Venerdì 13 è entrato anche nella finzione. Nel 1907, Thomas William Lawson pubblicò il romanzo Venerdì tredicisu un agente di cambio che manipola la superstizione per scatenare il panico a Wall Road. Decenni dopo, il movie horror del 1980 Venerdì 13 ha presentato al pubblico Jason, l’assassino con la maschera da hockey, dando vita a 12 movie e consolidando lo standing di cultura pop dell’appuntamento. Alcuni collegano la superstizione a venerdì 13 ottobre 1307, quando il re Filippo IV di Francia ordinò l’arresto di centinaia di Cavalieri Templari. La teoria rimane contestata; gli storici descrivono la connessione come oscura.
Il giro del mondo: Variazioni su un tema
La paura è spesso descritta come incentrata sull’Occidente, ma la sua forma cambia da una cultura all’altra. In Spagna e Grecia, martedì 13 è considerato sfortunato, combinando il numero con Marte, il dio romano della guerra, da cui la parola spagnola Martes (Martedì) deriva. In Italia l’ansia si concentra venerdì 17; il numero romano XVII può essere riorganizzato per scrivere VIXIlatino per “la mia vita è finita”. In Giappone e Cina, il quarto giorno del quarto mese è temuto perché la pronuncia del numero quattro ricorda la parola “morte”. L’India ha le sue associazioni. Nella mitologia indù, Rahu, originariamente un asura chiamato Rahuketu, beveva il nettare durante la zangolatura dell’oceano (Samudra Manthan) dopo essersi travestito da dio. Vishnu, nella forma di Mohini, gli tagliò la testa con il Sudarshana Chakra prima che il nettare gli passasse per la gola. La testa divenne Rahu e il corpo Ketu, entrambi in seguito considerati entità planetarie. Rahu viene talvolta definito il 13° immortale, collegando simbolicamente il numero al disturbo cosmico.
Ancora qui, e ancora osservato
Per molti oggi, venerdì 13 è meno un presagio che un’occasione. Gli studi di tatuaggi in alcune parti degli Stati Uniti e dell’Europa offrono tatuaggi “flash” scontati, una tradizione che ha guadagnato popolarità negli anni ’90. Altri celebrano la giornata con maratone di movie horror o mettendo deliberatamente alla prova piccole superstizioni. Eppure il comportamento cambia. Alcune persone rimandano le decisioni di viaggio o di lavoro; alcuni edifici saltano il 13° piano; le compagnie aeree occasionalmente notano cali nelle prenotazioni. E anche se non esiste alcuna prova empirica che venerdì 13 porti sfortuna, la persistenza di questa convinzione suggerisce qualcosa di più profondo: una tendenza umana a imporre la narrativa sulla coincidenza. La information arriva, come sempre, come un capriccio del calendario gregoriano. Il fatto che porti terrore, gioia o indifferenza dipende meno dalle stelle e più da ciò che scegliamo di vedere in esse.









