Quando il rapper statunitense Kanye West, noto anche come Ye, ha pubblicato un’intera pagina di scuse per il suo comportamento antisemita sul Wall Road Journal, sembrava stesse cercando una conclusione dopo anni di polemiche. Invece, una sola riga della lettera ha riacceso un dibattito diverso e più antico, spingendo i gruppi indù advert accusarlo di perpetuare un malinteso storico che da tempo stigmatizza un sacro simbolo religioso.
Quello che ha detto Kanye West
Nella pubblicità a pagamento intitolata “A coloro che ho ferito”, Ye si è scusato per una serie di commenti antisemiti, dichiarazioni pubbliche e azioni che avevano portato a una condanna diffusa e al crollo di various partnership commerciali.Ha attribuito il suo comportamento a una lesione cerebrale non diagnosticata del lobo frontale dovuta a un incidente stradale del 2002 e al disturbo bipolare, descrivendo come episodi maniacali prolungati gli abbiano fatto perdere il contatto con la realtà e esercitare scarsa capacità di giudizio. Riflettendo sul suo uso delle immagini naziste, Ye scrisse che in uno stato mentale fratturato “gravitava verso il simbolo più distruttivo che potessi trovare, la svastica”, e ammise di aver venduto magliette con quel simbolo.Sebbene la lettera affermasse esplicitamente che egli “non è un nazista o un antisemita” ed esprimeva amore per il popolo ebraico, non faceva alcuna distinzione tra l’emblema nazista e l’antico simbolo religioso noto come svastica. Quella omissione divenne il punto focale della reazione negativa.
Ciò che ha detto la Coalizione degli Indù del Nord America
La Coalizione degli indù del Nord America (CoHNA) ha condannato le parole di Ye, definendole “profondamente offensive” nei confronti degli indù, dei buddisti, dei giainisti e delle altre comunità dharmiche.L’organizzazione ha affermato che le scuse di Ye ripetono un errore storico fondamentale: Adolf Hitler non descrisse il simbolo nazista come una svastica. Il partito nazista la chiamava Hakenkreuz, o “croce uncinata”. Secondo CoHNA, equiparare i due simboli fa collassare contesti storici e di civiltà molto diversi in un’unica narrativa di odio.CoHNA ha anche esortato il Wall Road Journal a fornire un chiarimento, sostenendo che la pubblicazione delle scuse senza correzione contestuale ha consentito di amplificare un malinteso da tempo sfatato. Pur riconoscendo il tentativo di Ye di scusarsi per i danni provocati dall’antisemitismo, il gruppo ha affermato che la responsabilità non deve avvenire a costo di travisare le tradizioni religiose viventi.
Perché la svastica viene ripetutamente fraintesa
La confusione tra la svastica e il simbolismo nazista è in gran parte il risultato dei resoconti occidentali dell’inizio del XX secolo. Quando la Germania nazista salì al potere, i media in lingua inglese tradussero spesso Hakenkreuz come “svastica” per comodità, anche se i nazisti stessi non usarono quel termine.Nel corso del tempo, la ripetizione ha trasformato quella traduzione errata in una convenzione. Nella coscienza pubblica occidentale, la parola “svastica” venne associata quasi esclusivamente al nazismo, eclissando la sua presenza molto più antica nell’induismo, nel buddismo e nel giainismo, dove simboleggia buon auspicio, continuità e benessere.Gli storici sostengono che questo crollo del significato distorce la storia in due direzioni. L’ideologia nazista viene descritta in modo impreciso quando la sua stessa terminologia viene ignorata, mentre le tradizioni dharmiche vengono danneggiate quando i loro simboli sacri vengono ridotti a una scorciatoia per il fascismo europeo. La precisione, dicono, è essenziale non solo per la sensibilità culturale ma anche per l’accuratezza storica.
Come gli indù hanno cercato di rivendicare il simbolo
Negli ultimi anni, gruppi indù, buddisti e giainisti hanno intensificato gli sforzi per rivendicare e contestualizzare la svastica attraverso campagne educative, dialogo interreligioso e difesa legale. Queste iniziative mirano a spiegare la differenza tra la Hakenkreuz nazista e la svastica religiosa, in particolare nelle scuole, nei musei e nel discorso pubblico.Alcuni di questi sforzi si sono tradotti in un riconoscimento legislativo in alcune parti del Nord America, dove i legislatori hanno formalmente riconosciuto la distinzione tra i due simboli. I chief della comunità sottolineano che rivendicare la svastica non significa minimizzare le atrocità naziste, ma impedire che un antico emblema religioso venga permanentemente definito dal suo uso improprio nel XX secolo.Per i professionisti, la questione è profondamente personale. La svastica continua advert essere utilizzata nel culto quotidiano, nelle feste, nei matrimoni e nei riti di passaggio. La sua errata caratterizzazione modella la percezione pubblica e, a volte, espone le comunità al sospetto o all’ostilità.
Perché questa controversia è importante
Le scuse di Ye illustrano come le incomprensioni storiche possano persistere anche in momenti destinati a sanarsi. Per le organizzazioni indù, il problema non è l’intento dell’artista, ma la facilità con cui un personaggio pubblico globale potrebbe ripetere un errore che studiosi e comunità hanno cercato per decenni di correggere.L’episodio sottolinea una lezione più ampia che la storia offre ripetutamente: quando i simboli vengono appiattiti e privati del contesto, i tentativi di affrontare un’ingiustizia possono finire per crearne un’altra. Mentre continuano i dibattiti su odio, memoria e responsabilità, i gruppi indù sostengono che l’accuratezza non è un tecnicismo. È il fondamento della comprensione.













