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L’Arabia Saudita spiega i criteri per nominare i non sauditi come direttori generali

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L’Arabia Saudita afferma che i non sauditi potrebbero essere nominati direttori generali se i titoli di lavoro corrispondono alle registrazioni e ai regolamenti commerciali./Immagine: File

Un breve cambiamento sulla piattaforma Qiwa dell’Arabia Saudita ha innescato incertezza tra i lavoratori e i datori di lavoro espatriati, ma ora i funzionari si sono mossi per chiarire l’aria. La piattaforma ha confermato che i non sauditi possono ancora essere nominati direttori generali, a condizione che soddisfino condizioni normative specifiche, secondo la Saudi Gazette.Qiwa, che opera sotto il Ministero delle risorse umane e dello sviluppo sociale, ha affermato che il ruolo di “direttore generale” non è limitato ai cittadini sauditi e non rientra nei requisiti obbligatori di saudizzazione. Il chiarimento è arrivato dopo che gli utenti hanno notato che il titolo lavorativo period stato rimosso dall’elenco delle opzioni di cambio di professione disponibili per gli espatriati, creando confusione sull’idoneità.Secondo Qiwa, la nomina di un non saudita alla posizione rimane consentita purché il titolo professionale sia ufficialmente registrato nella registrazione commerciale della società utilizzando la stessa designazione. Questo passaggio è necessario per garantire la coerenza tra i contratti di lavoro e i dettagli aziendali registrati della società e per mantenere i registri del lavoro allineati con la documentazione ufficiale.La piattaforma sottolinea che mentre gli espatriati non possono più presentare richieste aperte per cambiare la propria professione in “direttore generale” attraverso il sistema, il titolo stesso non è stato abolito per i non sauditi. Invece, continua a essere disponibile per coloro che soddisfano i requisiti normativi approvati, rafforzando il fatto che il recente cambiamento period procedurale piuttosto che un cambiamento politico.

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