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L’Arabia Saudita impone il divieto sulle importazioni di pollame e uova dalla Francia e dalla Polonia a causa dell’epidemia

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L’Arabia Saudita vieta temporaneamente le importazioni di pollame e uova dalla Francia e dalla Polonia a causa dell’epidemia di influenza aviaria/Immagine rappresentativa

L’Arabia Saudita ha temporaneamente vietato l’importazione di pollame e uova da tavola dalla Francia e dalla Polonia dopo che entrambi i paesi hanno segnalato gravi focolai di influenza aviaria advert alta patogenicità (HPAI) e malattia di Newcastle (ND). La mossa fa seguito agli avvertimenti urgenti delle autorità sanitarie internazionali e mira a proteggere la salute pubblica e il settore avicolo locale.L’Autorità saudita per gli alimenti e i farmaci (SFDA) ha annunciato il divieto temporaneo dopo un avviso dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE). Il divieto riguarda specificamente:

  • Pollame vivo
  • Uova da tavola
  • Pollame e prodotti a base di uova che non sono stati sottoposti a un trattamento termico sufficiente per eliminare i virus HPAI o ND

Sono ammessi i prodotti che sono stati adeguatamente trattati termicamente. Ciò embrace carne di pollame, uova da tavola e altri prodotti trasformati che soddisfano gli commonplace di sicurezza che garantiscono la distruzione dei virus.

Requisiti per i prodotti esentati

La SFDA ha delineato regole rigorose per qualsiasi pollame o prodotti a base di uova esentati dal divieto:

  • Il trattamento termico deve soddisfare gli commonplace sanitari approvati.
  • Le spedizioni devono includere un certificato sanitario delle autorità accreditate in Francia o Polonia.
  • I certificati devono confermare che il prodotto è esente da virus o che il virus è stato debellato.

Queste misure garantiscono che i prodotti importati non rappresentino alcun rischio per l’uomo o il pollame locale.

Situazione focolaio in Francia e Polonia

Francia e Polonia stanno attualmente affrontando significative epidemie di HPAI e malattia di Newcastle tra le popolazioni di pollame e uccelli selvatici. Questi focolai hanno portato all’abbattimento di massa degli uccelli infetti ed esposti e all’attuazione di rigorose misure di controllo per contenere la diffusione. A partire dal gennaio 2026, la situazione in entrambi i paesi rimane grave e persistente, sollevando preoccupazioni tra le autorità sanitarie internazionali.

Le misure preventive dell’Arabia Saudita

La decisione della SFDA riflette un approccio proattivo alla tutela della salute pubblica e dell’industria del pollame. Applicando il divieto e richiedendo certificazioni sanitarie verificate, l’Arabia Saudita mira a prevenire l’ingresso di malattie infettive degli uccelli che potrebbero avere gravi conseguenze economiche e sanitarie.

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