Con una svolta politica sorprendente che illustra l’approccio in evoluzione dell’Arabia Saudita alla riforma sociale ed economica, il regno ha iniziato silenziosamente a consentire ai ricchi residenti stranieri di acquistare legalmente alcolici, una pratica precedentemente vietata per più di 70 anni. Il cambiamento riflette un’apertura cauta ma significativa nella tradizionale posizione della nazione ultra-conservatrice sui liquori.Anche se il governo saudita non ha fatto un annuncio pubblico formale, rapporti della BBC affermano che un discreto punto vendita di alcolici nel quartiere diplomatico di Riad ora vende bevande alcoliche a residenti stranieri non musulmani che soddisfano determinati criteri di ricchezza e residenza. Secondo Arab Instances On-line, l’esclusivo negozio nel quartiere diplomatico di Riyadh vende alcolici prima ai diplomatici e ora, per estensione, a ricchi professionisti stranieri ed espatriati di lungo periodo, nonostante l’assenza di un annuncio pubblico formale da parte delle autorità saudite.
Cosa è cambiato in Arabia Saudita: dal divieto totale all’alcol advert accesso limitato
L’alcol è stato bandito in tutta l’Arabia Saudita dal 1952, quando il re Ibn Saud ne proibì la vendita e il consumo, radicato nella legge islamica e nelle norme sociali conservatrici. Secondo tali regolamenti, anche i diplomatici potevano accedere all’alcol solo attraverso forniture diplomatiche importate o canali del mercato nero.Nel gennaio 2024, nel distretto diplomatico di Riad è stato aperto il primo negozio di liquori in più di settant’anni, ma inizialmente solo ai diplomatici non musulmani period consentito acquistare birra, vino e liquori a condizioni rigorose. Secondo i rapporti aggiornati, il gruppo di persone autorizzate advert acquistare alcolici si è recentemente ampliato per includere ricchi espatriati non musulmani, in particolare quelli in possesso di una residenza Premium o coloro che possono dimostrare un reddito mensile elevato.
Come funziona: idoneità e accesso all’alcol in Arabia Saudita
Numerosi rapporti, inclusa l’analisi di Bloomberg, dipingono un quadro più dettagliato di come viene gestito l’accesso all’alcol –
- Stato di residenza premium: Come criterio di qualificazione viene utilizzato uno speciale permesso di soggiorno introdotto nel 2019, destinato advert attrarre professionisti qualificati, investitori e imprenditori.
- Gli acquirenti spesso devono dimostrare un reddito mensile elevato, con alcune fonti che menzionano soglie equivalenti a circa 50.000 riyal (13.300 dollari) al mese per ottenere l’accesso.
- Il negozio stesso rimane discreto e non contrassegnato, operando sotto severi controlli e pratiche di sicurezza che includono controlli di idoneità e restrizioni su fotografie o telefoni all’interno dei locali.
Questo accesso a più livelli, che consente l’alcol solo ai residenti non musulmani con permessi specifici e con redditi elevati, evidenzia l’approccio cauto che Riyadh sta adottando.
Chi può acquistare alcolici: requisiti di ricchezza e residenza in Arabia Saudita
Secondo la politica non ufficiale in evoluzione:
- Gli acquirenti devono essere espatriati non musulmani residenti in Arabia Saudita.
- Le persone idonee devono essere in possesso di un permesso di residenza Premium, uno standing concesso a professionisti qualificati, investitori e dirigenti, che in genere richiede un sostanziale investimento finanziario (il permesso può costare circa 100.000 riyal sauditi all’anno).
- In alternativa, gli espatriati possono qualificarsi dimostrando uno stipendio mensile di almeno 50.000 riyal (circa 13.300 dollari), una soglia che esclude la maggior parte dei residenti a basso reddito.
- I potenziali acquirenti devono presentare un documento d’identità che confermi la loro residenza e religione, illustrando quanto il programma rimanga strettamente regolamentato e selettivo. Il turismo e l’accesso del pubblico in generale, compresi i sauditi e i residenti musulmani, rimangono vietati dalle norme attuali.
Nonostante la mancanza di un annuncio ufficiale da parte del governo saudita, la BBC ha riferito che la mossa è vista come un’estensione delle riforme più ampie perseguite sotto la guida del principe ereditario Mohammed bin Salman. Queste riforme comprendono la diversificazione economica, la liberalizzazione sociale e gli sforzi per attrarre talenti e investimenti stranieri.
Il membership segreto degli alcolici dell’Arabia Saudita: solo i ricchi hanno bisogno di candidarsi?
Lo stesso negozio dell’space diplomatica opera in condizioni di sicurezza insolitamente rigide in cui telefoni cellulari e macchine fotografiche sono vietati all’interno, i clienti sono sottoposti a controlli di identità e il negozio non è contrassegnato e omesso dalle mappe pubbliche, riflettendo cautela nel bilanciare tradizione e cambiamento.Secondo quanto riferito, i prezzi nei negozi sono alti, spesso due o tre volte il costo di prodotti simili nei mercati occidentali, un riflesso del suo standing esclusivo e forse un deliberato deterrente contro un consumo diffuso.
Come il divieto selettivo dell’alcol si inserisce nella Imaginative and prescient 2030 e negli obiettivi economici dell’Arabia Saudita
Questo aggiustamento alla politica sull’alcol di lunga information si allinea con gli obiettivi più ampi di Saudi Imaginative and prescient 2030, la strategia centrale del Regno per diversificare la sua economia dipendente dal petrolio stimolando il turismo, gli affari internazionali e gli investimenti mantenendo l’ordine sociale. La Imaginative and prescient 2030 ha già prodotto cambiamenti di vasta portata: la revoca del divieto di guida per le donne, grandi eventi culturali e di intrattenimento e uno spostamento verso infrastrutture turistiche globali potenziate, compresi progetti come NEOM, i resort sul Mar Rosso e un’offerta di ospitalità ampliata.La decisione di allentare le restrizioni sull’alcol, anche se selettivamente, riflette la continuazione di questo approccio pragmatico e misurato alla riforma, che mira a mantenere i valori culturali e advert attrarre espatriati di alto valore per lavorare, investire e stabilirsi nelle città saudite.
Reazione sociale e controversia riguardo all’Arabia Saudita che apre silenziosamente le porte al consumo di alcol
La notizia del cambiamento politico, anche se incrementale, ha innescato una discussione globale. Alcuni commentatori vedono la mossa come un adattamento pragmatico alle norme internazionali, mentre altri la criticano come una riforma elitaria o simbolica piuttosto che sostanziale, dato che l’accesso rimane limitato agli stranieri advert alto reddito.
L’Arabia Saudita sta tranquillamente legalizzando l’alcol per le élite?
Attraverso i social media e le notizie internazionali, i critici sostengono che ampi segmenti della società rimangono esclusi da questi benefici, mentre i sostenitori sottolineano che questo potrebbe essere un trampolino di lancio verso politiche più aperte nei centri turistici e nei luoghi autorizzati in futuro.
I piani di espansione dell’Arabia Saudita e le prospettive future
I rapporti suggeriscono che le autorità saudite potrebbero aprire ulteriori negozi di alcolici in città come Dhahran e Jeddah entro il 2026, con l’obiettivo di servire i dipendenti non musulmani di grandi aziende e diplomatici. Questa espansione incrementale sottolinea una cauta strategia di regime con una liberalizzazione controllata piuttosto che una legalizzazione completa.Secondo quanto riferito, ci sono possibili cambiamenti futuri nelle zone turistiche designate e negli resort di fascia alta, anche se le dichiarazioni ufficiali restano imminenti. È importante sottolineare che, sebbene questo accesso limitato segni un notevole allontanamento da decenni di divieto assoluto, fonti ufficiali saudite e precedenti dichiarazioni del governo hanno sottolineato che non è stata annunciata alcuna legalizzazione completa dell’alcol in tutto il regno.In contesti precedenti, come le voci sulle politiche sull’alcol legate all’ospitare eventi globali, i funzionari hanno chiarito che le restrizioni fondamentali sarebbero state mantenute. La decisione dell’Arabia Saudita di consentire la vendita di alcolici ai ricchi residenti stranieri, anche su base estremamente limitata, rappresenta una pietra miliare nel negoziato tra norme culturali profondamente radicate e imperativi economici moderni.Mentre il regno continua a sostenere i principi giuridici islamici per i suoi cittadini e per la più ampia comunità musulmana, questo aggiustamento politico implica un approccio mirato alla liberalizzazione, volto advert attrarre talenti e investimenti internazionali senza indebolire i valori sociali fondamentali. Gli osservatori stanno ora osservando per vedere se questa apertura misurata guiderà riforme più ampie, magari estendendole eventualmente a luoghi autorizzati, zone turistiche ed eventi internazionali o se rimarrà una concessione controllata per una popolazione selezionata.









