Recentemente i residenti della regione russa di Sakhalin hanno assistito advert uno spettacolo surreale: quelli che sembravano due soli che sorgevano fianco a fianco nel cielo mattutino. La vista mozzafiato è diventata rapidamente virale sui social media, ma non si tratta di una sorta di aberrazione celeste: è un fenomeno ottico atmosferico noto come sundog. I sundog, noti anche come finti soli o parhelia, si formano quando la luce solare si interseca con cristalli di ghiaccio esagonali che pendono sospesi nell’atmosfera, più comunemente in alti cirri o come polvere di diamante in condizioni estremamente fredde. Quando i raggi del sole passano attraverso e vengono rifratti da tali cristalli, creano punti luminosi, spesso colorati, che fiancheggiano il Sole reale. Sebbene insoliti e sorprendenti per l’osservatore ordinario, i cani solari sono ben noti agli scienziati perché offrono una straordinaria dimostrazione dei modi in cui la luce e il ghiaccio possono trasformare il cielo per un certo periodo.
Comprendere i Sundogs: quando “due soli” apparvero nel cielo sopra la Russia
I Sundog, che possono anche essere chiamati finti soli o parhelia, possono essere percepiti come una serie di fenomeni luminosi colorati che appaiono adiacenti al Sole. Possono formarsi su entrambi i lati o, in alcuni casi, su entrambi, motivo per cui i Sundog possono apparire come se ci fosse più di un Sole. La traduzione letterale di “parhelia” è accanto al Sole, che è una descrizione appropriata dei cani solari. Ciò è dovuto alle due parole da cui è composto questo termine: il prefisso ‘para’, che significa accanto, e ‘helios’, che significa Sole.I cani solari, infatti, sono associati advert altri effetti ottici come l’alone del Sole e l’alone della Luna. In realtà, tutti questi fenomeni sono associati alla rifrazione e diffrazione della luce solare da parte dei cristalli di ghiaccio nell’atmosfera.
Come si formano i Sundog : La scienza dietro l’illusione
Al centro di ogni sundog ci sono sempre cristalli di ghiaccio in forme piatte ed esagonali sospesi nell’atmosfera, in cirri o cirrostrati a un’altitudine compresa tra 20.000 e 40.000 piedi. Tuttavia, nei climi molto freddi, i cristalli di ghiaccio si presentano anche sotto forma di “polvere di diamante” a quote più basse, quando la temperatura precipita sotto i meno 30 gradi Celsius.Generalmente, i cristalli piatti e piastriformi sono allineati orizzontalmente mentre cadono, con una leggera oscillazione a causa delle correnti d’aria. Se i raggi del sole entrano nel cristallo da una faccia e poi escono dall’altra con un angolo di 60 gradi, i raggi sono soggetti a rifrazione due volte. Ciò piega i raggi con un angolo di almeno 22 gradi, tenendo conto del fatto che i Sundog si trovano alla stessa altezza sopra l’orizzonte del Sole.Di solito, se c’è una concentrazione di luce all’interno di un punto luminoso anziché in un cerchio completo, si parla di due cani solari, che possono persino assumere il comportamento e il fascino definiti “falsi soli” che accompagnano il vero sole stesso, come risultato di questa meraviglia geometrica.
Colori, forme e la fisica dietro i sundog
I sundog non sono tipicamente di un bianco brillante, anche se spesso si tingono di un bel colore che si verifica come risultato di un fenomeno che coinvolge la luce diffusa del sole. L’space più vicina al sole mostra spesso sfumature di rosso, che sfumano nell’arancione e poi nel giallo, sfumando nel blu attorno ai bordi. Esistono numerous rifrazioni della luce con numerous lunghezze d’onda, con la luce rossa, che ha una lunghezza d’onda maggiore, che si piega meno della luce blu per creare un effetto arcobaleno laterale di ROY G.BIV.La dimensione e la forma dei sundog possono variare a seconda della dimensione dei cristalli e delle oscillazioni. La dimensione dei cristalli può essere notevole, il che li fa oscillare durante la caduta, estendendo i sundog durante questo periodo. In altre occasioni possono combinarsi in parti di un alone completo di 22°, che li rende meno prominenti ma eterei.
Origini del termine “Sundog”
Il nome “sundog” per questo fenomeno sembra avere origini mitologiche, piuttosto che scientifiche. Il vecchio mondo vedeva questo come i punti luminosi seguiti dal sole, come si suppone che un cane segua il suo proprietario. Nella mitologia greca, si diceva che il dio del cielo Zeus viaggiasse attraverso il cielo con due cani, e venivano chiamati “falsi soli”, a significare il loro splendore.Il termine tecnico “parhelia” è composto da “para” che significa “con” e “helio” che significa “Sole”, che letteralmente descrive un parhelion “con il Sole”. Il termine attraente e colorato “sundog” divenne infine un termine popolare per descrivere un parhelion.
Condizioni ideali per osservare i sundog
Sebbene i sundog possano verificarsi in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi momento quando il Sole è sopra l’orizzonte, la loro visibilità dipende da condizioni specifiche. Un sole basso, quasi durante l’alba o il tramonto, migliora perché la luce passa attraverso i cristalli di ghiaccio con un angolo meno profondo, risultando in punti luminosi più pronunciati.Anche il freddo gioca un ruolo significativo. A temperature inferiori allo zero, specialmente durante gli inverni a latitudini più elevate, c’è una maggiore possibilità che l’atmosfera contenga i cristalli di ghiaccio esagonali necessari per produrre i sundog. Pertanto, Sakhalin offre un clima ideale per osservare questa rara illusione ottica negli inverni freddi.
Significato storico e scientifico
Prima delle teorie scientifiche sulla rifrazione e dispersione della luce, i cani solari hanno dato vita a numerosi miti e leggende. I cani solari sono stati anche visti come presagi, segni del divino o compagni del sole. Ma con gli esperimenti condotti dal pioniere, Sir Isaac Newton, per mostrarci le ragioni esatte dietro i sundog, disponiamo di una conoscenza scientifica approfondita.La recente mostra di Sakhalin serve a ricordare in modo degno di nota che anche la luce solare “ordinaria”, nel suo incontro con la natura in determinate forme, spesso dà luogo a fenomeni ottici “straordinari”. Qui si apprezza la bellezza dei fenomeni ottici in natura in relazione alla loro interrelazione con la luce nelle sue varie forme.












