Una vista dell’edificio dell’Alta Corte di Bombay. File | Credito fotografico: l’indù
Il chief del Maharashtra Navnirman Sena (MN), Avinash Anant Jadhav, ha presentato una petizione scritta all’Alta Corte di Bombay contestando il processo che ha portato all’elezione incontrastata di diversi candidati nelle prossime elezioni delle corporazioni municipali in tutto il Maharashtra. L’appello sostiene che i candidati dell’opposizione sono stati “costretti, intimiditi o indotti a ritirare le loro candidature attraverso pratiche di corruzione”, violando il mandato costituzionale di elezioni libere ed eque.
Presentata ai sensi degli articoli 226 e 227 della Costituzione tramite l’avvocato Asim Sarode, la petizione nomina come convenuti lo Stato del Maharashtra e la Commissione elettorale statale (SEC). Richiede un’indagine monitorata dal tribunale su ciò che il firmatario definisce “ritiri di massa” delle candidature e una sospensione della notifica ufficiale dei risultati nei reparti interessati.
“Il ritiro dei candidati rivali non è stato volontario ma è stato il risultato di una coercizione sistematica, di minacce o di lusinghe illegali, che hanno violato il mandato ‘libero ed equo’ dell’articolo 243-ZA”, si legge nella motivazione. Si sostiene inoltre che l’amministrazione locale sia stata utilizzata per facilitare vittorie incontrastate per i candidati dell’alleanza di governo.

Secondo la petizione, 68 dei 69 seggi incontrastati sono andati all’alleanza Mahayuti: 44 al Bharatiya Janata Celebration (BJP), 22 allo Shiv Sena (fazione Shinde) e due al Nationalist Congress Celebration guidato da Ajit Pawar, mentre anche un candidato di un partito islamico a Malegaon è stato eletto senza concorso. Queste cifre, si legge nella motivazione, si basano su affermazioni non ufficiali, poiché la SEC non ha dichiarato formalmente alcun risultato.
La petizione rileva che la SEC ha ordinato un’indagine a livello statale sulle accuse di coercizione e incentivi che avrebbero portato al ritiro su larga scala dei documenti di nomina prima della scadenza del 2 gennaio. “La SEC, tramite le sue ordinanze datate 02/01/2026 e 03/01/2026, ha imposto che i risultati delle elezioni senza opposizione non siano dichiarati ufficialmente fino a quando non sarà completata un’indagine sui ‘ritiri coercitivi’, ma tali ordini sono stati violati dai RO dei rispettivi quartieri delle corporazioni municipali”, si legge nella petizione.
Jadhav ha anche esortato l’Alta Corte a ordinare al governo statale di modificare la legge sulle corporazioni municipali del Maharashtra del 1949, per introdurre una disposizione che imponga una quota minima di voti per i candidati eletti senza opposizione. “Considerando il fatto che la Hon’ble Corte Suprema dell’India ha ordinato al governo centrale di formulare regolamenti che impongono una quota minima di voti per i candidati eletti senza opposizione, allo stesso modo la Hon’ble Excessive Courtroom ha il potere di ordinare al governo statale di formulare leggi”, si legge nella petizione.
L’appello evidenzia l’assenza di qualsiasi meccanismo che consenta agli elettori di esercitare l’opzione NOTA (Nessuno di quanto sopra) in elezioni non contestate, definendola una negazione del diritto fondamentale di esprimere insoddisfazione. “C’è agitazione e insoddisfazione nelle menti della gente del Maharashtra”, afferma la petizione.
Le votazioni presso 29 enti municipali, che coprono 893 circoscrizioni e 2.869 seggi, sono previste per il 15 gennaio, con lo spoglio il 16 gennaio. La petizione chiarisce che non si tratta dell’elezione di un singolo candidato ma del processo di elezioni senza opposizione.
Pubblicato – 6 gennaio 2026 03:52 IST











