La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta per entrare nella sua terza settimana senza segni di allentamento, mentre continuano gli attacchi missilistici, gli attacchi di droni e i raid aerei in tutto il Medio Oriente.Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’Iran “sta per arrendersi” in un incontro virtuale, ha riferito l’agenzia di stampa Reuters citando Axios. Ha inoltre detto ai chief del Gruppo dei Sette che il conflitto si stava muovendo a favore di Washington. Nonostante le sue osservazioni, la guerra si è intensificata su più fronti, con l’aumento delle vittime e la reazione dei mercati globali alla crescente instabilità.Quasi due settimane dopo l’inizio del conflitto, i prezzi del petrolio sono aumentati, la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è stata interrotta e le potenze regionali sono state coinvolte nei combattimenti. Continuano gli scambi missilistici tra Israele e Iran, mentre i gruppi alleati e gli stati regionali diventano sempre più parte del conflitto.
Settimana 1: la guerra inizia con l’uccisione del chief supremo dell’Iran
La guerra è iniziata il 28 febbraio, quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi coordinati all’interno dell’Iran nell’ambito dell’Operazione Epic Fury, mirando alle infrastrutture militari e ai sistemi missilistici.L’attacco iniziale ha ucciso il chief supremo iraniano Ali Khamenei insieme a diversi comandanti anziani, innescando un’immediata ritorsione da parte di Teheran.
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Le forze iraniane hanno lanciato missili e droni verso le strutture militari israeliane e statunitensi nella regione, segnando l’inizio di un conflitto in rapida escalation.
Giorno 2: l’Iran lancia una grande ritorsione
Il secondo giorno del conflitto, l’Iran ha risposto con grandi ondate di missili balistici e droni contro le città e le infrastrutture militari israeliane. Allo stesso tempo, le forze statunitensi hanno ampliato la loro campagna aerea contro i siti di lancio missilistici iraniani e le strutture della Guardia rivoluzionaria. L’Iran ha anche iniziato a dirigere attacchi contro le basi americane e gli stati alleati in tutto il Medio Oriente, segnalando che il conflitto non sarebbe rimasto confinato al territorio iraniano e israeliano.
Giorno 3: Hezbollah apre un fronte settentrionale
Il gruppo militante libanese Hezbollah si è unito al conflitto, lanciando razzi nel nord di Israele. Israele ha reagito con attacchi aerei sulle posizioni di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut e in altre parti del Libano.Tra gli attacchi più mortali ci sono stati attacchi aerei notturni sulla città orientale di Nabi Chit, dove almeno 16 persone sono state uccise e 35 ferite, secondo il Ministero della sanità pubblica libanese. Le autorità hanno avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ulteriormente man mano che continuano gli sforzi di salvataggio.
Giorno 4: Golfo le tensioni aumentano
Missili e droni iniziarono advert apparire sugli stati del Golfo che ospitavano basi militari statunitensi, tra cui Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Gli attacchi vicino allo Stretto di Hormuz hanno interrotto il traffico marittimo e fatto temere una crisi energetica globale. I mercati petroliferi hanno reagito bruscamente poiché i dealer temevano che il conflitto potesse influenzare in modo significativo l’offerta globale.
Giorno 5: gli Stati del Golfo sono sempre più coinvolti
Droni e missili iraniani hanno preso di mira diversi paesi della regione. Le difese aeree negli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato proiettili vicino all’aeroporto internazionale di Dubai e alle aree costiere.In Bahrein, un missile ha colpito una raffineria di petrolio statale, innescando un incendio, come hanno poi riferito le autorità. L’Arabia Saudita ha anche intercettato droni vicino a infrastrutture energetiche chiave.
Giorno 6: si intensifica la massiccia campagna di sciopero
Gli Stati Uniti e Israele hanno ampliato i loro attacchi all’interno dell’Iran, colpendo centinaia di obiettivi nell’arco di diversi giorni. I funzionari hanno affermato che gli attacchi hanno distrutto gran parte della rete di difesa aerea e dei sistemi missilistici iraniani. Le autorità israeliane hanno affermato di aver distrutto circa l’80% dei sistemi di difesa aerea iraniani. Le autorità iraniane hanno affermato che il bilancio delle vittime degli attacchi è salito a oltre 1.300 persone in tutto il Paese. Various città hanno riportato gravi danni a edifici e infrastrutture, comprese strutture governative, ospedali e aree residenziali.
Giorno 7: La guerra si diffonde in tutta la regione
Gli scontri si sono diffusi su più fronti, tra cui Libano, Iraq e Golfo. Sono state segnalate esplosioni a Dubai e in Bahrein mentre i sistemi di difesa aerea intercettavano proiettili in arrivo. La navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è rallentata, influenzando le rotte commerciali globali.Trump ha chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran escludendo negoziati immediati, segnalando che la guerra potrebbe continuare advert espandersi in tutta la regione.
Settimana 2: il conflitto si allarga in tutto il Medio Oriente
Giorno 8: bombardamenti pesanti e attacchi regionali
A una settimana dall’inizio della guerra, intensi attacchi aerei hanno colpito Teheran mentre i missili iraniani hanno preso di mira Israele e gli stati del Golfo. Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver intercettato droni e missili.I paesi occidentali hanno iniziato a rafforzare le risorse militari nella regione mentre le vittime aumentavano notevolmente. Secondo Al-Jazeera, almeno 1.332 persone sono state uccise negli attacchi israelo-americani mentre una nuova ondata di intensi bombardamenti ha colpito Teheran.
Giorno 9: attacchi diffusi nel Golfo e in Iraq
Attacchi missilistici e droni sono stati segnalati in Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait e Iraq. Un missile è caduto all’interno del complesso dell’ambasciata americana a Baghdad, anche se non si registrano vittime. Israele ha anche colpito impianti di stoccaggio di carburante a Teheran, provocando grandi incendi.Trump ha detto che Washington non è interessata a negoziare con l’Iran nonostante le ostilità in corso. “Non stiamo cercando di raggiungere un accordo”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Power One. “Vorrebbero un accordo. Non stiamo cercando di accordarci.”Trump ha affermato che gli Stati Uniti e Israele hanno gravemente indebolito le capacità militari dell’Iran, comprese la marina, l’aeronautica e le infrastrutture missilistiche.
Giorno 10: L’Iran nomina il nuovo Chief Supremo
L’Iran ha nominato Mojtaba Khamenei nuovo chief supremo del paese dopo la morte di suo padre. Il religioso, noto per avere stretti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha assunto la guida mentre l’Iran continuava advert attaccare missili e droni in tutta la regione.L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato un drone che prendeva di mira il giacimento petrolifero di Shaybah e ha avvertito l’Iran che sarebbe il “più grande perdente” se gli attacchi continuassero. Gli Stati Uniti hanno anche iniziato a ritirare il personale diplomatico e le famiglie non essenziali dall’Arabia Saudita e da altri paesi del Golfo a causa dei crescenti rischi per la sicurezza.
Giorno 11: bombardamenti intensificati e proteste
Sono continuati pesanti attacchi aerei in tutto l’Iran, con esplosioni segnalate a Teheran e in altre città.Migliaia di iraniani si sono mobilitati a sostegno di Mojtaba Khamenei mentre il governo prometteva di continuare a combattere. Le forze iraniane hanno anche lanciato attacchi con droni contro le infrastrutture israeliane, compresi gli impianti energetici di Haifa.Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran continuerà a combattere finché necessario, mettendo in dubbio l’insistenza di Trump secondo cui il conflitto finirà “presto”.
Giorno 12: la più grande ondata di attacchi statunitensi
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha affermato che le forze americane hanno effettuato la più grande ondata di attacchi dall’inizio della guerra. Teheran ha riferito di pesanti bombardamenti in tutta la capitale mentre migliaia di civili sono fuggiti dalle principali città.Gli Stati Uniti hanno anche distrutto numerous navi militari iraniane vicino allo Stretto di Hormuz nel timore che Teheran potesse tentare di bloccare la rotta marittima.
Giorno 13: La guerra sconvolge i mercati energetici globali
Il conflitto ha avuto ripercussioni sempre maggiori sull’approvvigionamento energetico globale. L’Agenzia internazionale per l’energia ha annunciato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve di emergenza per stabilizzare i mercati mentre il traffico di navi cisterna attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi fermato.Attacchi missilistici e droni sono continuati in tutto il Golfo mentre Israele ha ampliato le operazioni contro obiettivi di Hezbollah in Libano.Le vittime sono aumentate in tutta la regione. Le autorità iraniane affermano che più di 1.200 persone sono state uccise in Iran, mentre centinaia sono morte in Libano e dozzine in Israele e in altri paesi.Le Nazioni Unite stimano che centinaia di migliaia di persone siano state sfollate, in particolare in Libano, dove i continui bombardamenti hanno costretto i residenti advert abbandonare le proprie case.I bambini sono stati tra i più colpiti, con le agenzie umanitarie che avvertono che migliaia sono stati feriti o uccisi dall’inizio della guerra.
Giorno 14: esplosioni a Teheran mentre la guerra si avvicina alla terza settimana; L’incidente aereo americano non fa che aumentare la tensione
Secondo i media statali iraniani, mentre la guerra entrava nel suo 14esimo giorno, sono state segnalate forti esplosioni in tutta Teheran. Le esplosioni sono state udite nei pressi di un’importante manifestazione filo-governativa nella piazza centrale di Teheran, dove grandi folle si erano radunate per celebrare il Quds Day, l’evento annuale che si tiene l’ultimo venerdì di Ramadan a sostegno della causa palestinese.La giornata ha visto anche un grave incidente aereo sull’Iraq. Il Boeing KC-135 Stratotanker dell’aeronautica statunitense si è schiantato nel pomeriggio nell’Iraq occidentale. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che quattro dei sei membri dell’equipaggio a bordo sono rimasti uccisi, mentre sono continuate le operazioni di salvataggio per il personale rimanente.
Impatto economico globale e crisi energetica
Il conflitto ha innescato gravi perturbazioni nei mercati energetici globali. I prezzi del petrolio sono saliti sopra i 100 dollari al barile a causa dei timori che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz potesse essere bloccata.Il corso d’acqua normalmente trasporta circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio, rendendolo uno dei corridoi energetici più critici a livello globale.Anche diversi Stati del Golfo hanno ridotto la produzione di petrolio poiché le strutture di stoccaggio si riempiono a causa delle interruzioni delle spedizioni. I chief globali hanno tenuto colloqui di emergenza per stabilizzare i mercati e prevenire uno shock economico più ampio.









