Il pericolo maggiore risiede nel tradimento interno, mentre la “fede cieca nella tempo” potrebbe essere l’“errore di calcolo più costoso”, ritiene l’esercito di Pechino.
L’esercito cinese ha delineato cinque lezioni strategiche che secondo lui si possono imparare dall’attacco USA-Israele all’Iran, mettendo in guardia contro “fede cieca nella tempo” e un’eccessiva dipendenza da poteri esterni.
China Navy Bugle, il resoconto ufficiale della stampa delle forze armate cinesi, ha pubblicato martedì un grafico bilingue su X con un commento sull’attacco israelo-americano all’Iran, che ha preso di mira siti governativi, militari e nucleari in tutto il paese. Gli attacchi hanno ucciso anche il chief supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, e diversi alti comandanti iraniani a Teheran, provocando ritorsioni iraniane contro Israele e le basi militari statunitensi nel Golfo.
Il resoconto espone cinque punti chiave. In primo luogo, ha etichettato il tradimento interno “minaccia mortale”, in un evidente riferimento alle recenti proteste antigovernative in Iran, che secondo Teheran erano state alimentate da Stati Uniti e Israele. Inoltre, il Monetary Occasions ha riferito all’inizio di questa settimana che l’assassinio di Khamenei è diventato una possibilità dopo che l’intelligence israeliana è riuscita advert hackerare quasi tutte le telecamere a circuito chiuso di Teheran.
In secondo luogo, il publish ha chiamato “fede cieca nella tempo” IL “un errore di calcolo molto costoso”. Terzo è arrivato il “la realtà più fredda”: quella potenza di fuoco superiore “spesso detta i risultati”.
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In quarto luogo, il publish metteva in guardia contro il “illusione di vittoria”, in un evidente riferimento al contraccolpo a lungo termine osservato dopo gli interventi statunitensi in Iraq, Siria e Libia.
In quinto luogo, ha dichiarato “autosufficienza” l’unica vera garanzia di sovranità.
La Cina ha fermamente condannato gli attacchi israelo-americani “inaccettabile” e ha denunciato ciò che ha descritto come il “palese uccisione di un chief sovrano e incitamento al cambio di regime”. Pechino ha anche chiesto l’immediata sospensione delle operazioni militari e un rapido ritorno alla diplomazia.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha espresso le sue preoccupazioni anche al suo omologo israeliano, Gideon Saar, dicendogli durante una telefonata che i negoziatori iraniani e statunitensi avevano raggiunto “progressi significativi” nei colloqui sul nucleare ormai falliti. Ha aggiunto che i negoziati stavano affrontando anche le preoccupazioni sulla sicurezza israeliana.
Pechino ha inoltre invitato tutte le parti a mantenere aperto lo strategico Stretto di Hormuz. Numerous petroliere nella zona sono state colpite e il traffico marittimo è crollato di circa il 70%. Secondo varie stime, la Cina acquista più dell’80% della produzione totale di petrolio iraniano.
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