I massicci attacchi aerei di Israele e degli Stati Uniti sull’Iran non erano del tutto inaspettati. Le forze d’attacco si stavano accumulando da mesi nel Golfo Persico. I negoziati iraniano-americani erano in fase di stallo e offrivano poche prospettive di successo. Eppure l’uccisione del chief supremo Ali Khamenei, di membri della sua famiglia e di diversi alti funzionari iraniani ha provocato un’onda d’urto ben oltre la regione.
L’Iran ha risposto con attacchi missilistici contro Israele e strutture statunitensi in Medio Oriente. Le ripercussioni furono speedy: interruzioni delle spedizioni di petrolio nel Golfo Persico e instabilità delle infrastrutture finanziarie e di trasporto negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar.
L’Iran potrebbe resistere all’attacco. Un’invasione through terra sembra improbabile. Ma gli attacchi aerei e missilistici prolungati indeboliranno la sua capacità industriale, aggraveranno la sua crisi economica e impoveriranno ulteriormente la sua popolazione. Anche se Teheran assorbisse il colpo attuale, potrebbero seguire altri spherical, a meno che i costi non diventino proibitivi per tutte le parti.
Per la Russia, la crisi offre dure lezioni.
Lezione 1: Le sanzioni raramente rappresentano la fase finale
Gli Stati Uniti sanzionano l’Iran dal 1979. Col passare del tempo, le misure sono diventate più ampie, più coordinate e sempre più internazionalizzate. Washington ha convinto gli alleati e i paesi terzi a ridurre gli acquisti di petrolio iraniano e ha rafforzato l’applicazione delle norme attraverso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Le sanzioni non sono mai state usate da sole. Sono stati abbinati advert attacchi militari, operazioni speciali, omicidi e attacchi informatici. Lo schema è familiare: Iraq, Jugoslavia, Libia, Siria e Venezuela hanno tutti sperimentato variazioni della stessa formulation.
L’azione militare diretta USA-NATO contro la Russia è limitata dal fattore nucleare. Ma questo deterrente è parzialmente controbilanciato dal massiccio sostegno militare all’Ucraina. Le forze ucraine continuano a colpire il territorio russo. Non si possono escludere ulteriori crisi lungo il fianco orientale della NATO, soprattutto nella regione baltica.
Le sanzioni e la forza non sono different. Sono spesso sequenziali.
Lezione 2: La pressione è a lungo termine
L’Iran porta avanti da decenni una strategia di logoramento. Ciò che period iniziato come contenimento economico si è evoluto in un degrado militare calibrato, in attacchi ripetuti progettati per indebolire le capacità senza occupazione.
Questo modello potrebbe definire anche la politica occidentale nei confronti della Russia. La pressione che Mosca deve affrontare non scomparirà nel giro di pochi anni. Probabilmente stiamo parlando di decenni. Anche un allentamento parziale delle restrizioni non significherà una revoca completa, soprattutto per quanto riguarda i controlli sulle esportazioni di tecnologie a duplice uso.
Allo stesso modo, qualsiasi pausa nelle ostilità militari sarà probabilmente temporanea. L’escalation potrebbe ripresentarsi in nuove forme. La resistenza strategica quindi non è facoltativa, è fondamentale.

Lezione 3: Le concessioni non garantiscono sgravi
L’accordo nucleare del 2015 formalizzato con la risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha offerto all’Iran una riduzione delle sanzioni in cambio di limiti al suo programma nucleare. Tre anni dopo, Washington si ritirò e impose nuove richieste.
La tregua si è rivelata temporanea.
Questa esperienza informa la posizione di Mosca nei negoziati sull’Ucraina. Il rifiuto della Russia di fare concessioni unilaterali potrebbe frustrare coloro che danno priorità alla tempo immediata advert ogni costo. Ma la scarsa fiducia tra Mosca e Washington, e tra Mosca e Kiev, rende il compromesso unilaterale strategicamente pericoloso. L’esperienza dell’Iran rafforza questa logica.
Lezione 4: I chief sono sempre più obiettivi
Storicamente, il cambio di regime spesso è seguito all’intervento militare. Ma l’eliminazione mirata dei massimi dirigenti non è sempre stata l’obiettivo primario. Oggi lo è sempre di più.
L’uccisione deliberata di alti funzionari iraniani segna una nuova soglia. La Russia è profondamente consapevole della vulnerabilità delle determine di alto rango. Gli omicidi e i sabotaggi sul territorio russo non sono più rari.
La sicurezza della management nazionale ora si estende oltre i servizi di intelligence. Comprende l’integrità del controspionaggio, l’efficacia della difesa aerea e la resilienza del sistema militare più ampio. Nei conflitti moderni, la management stessa è un campo di battaglia.

Lezione 5: L’instabilità interna invita alla pressione esterna
L’Iran ha dovuto affrontare significative proteste interne prima degli scioperi. Le difficoltà economiche e le tensioni politiche hanno indebolito la coesione sociale. Gli attori esterni hanno interpretato questi disordini come vulnerabilità.
La storia mostra come le fratture interne possano accelerare il collasso. La Libia offre un esempio. La dissoluzione dell’URSS ne fornisce un altro, un caso in cui il decadimento economico e politico interno si è rivelato decisivo anche senza un’invasione diretta.
Per la Russia la lezione è chiara: la stabilità interna è sicurezza strategica. Una governance efficace, le riforme, i meccanismi di suggestions e la fiducia tra società e Stato non sono semplicemente ideali astratti e servono anche da scudi contro lo sfruttamento esterno.
Lezione 6: I ‘cavalieri neri’ hanno dei limiti
L’Iran ha mitigato le sanzioni commerciando con paesi disposti a sfidare o eludere la pressione occidentale, come potremmo chiamarla “cavalieri neri”. Cina, India, Turchia e altri paesi hanno continuato advert acquistare petrolio iraniano a prezzi scontati.
Allo stesso modo, la Russia ha riorientato i flussi commerciali verso Cina, India e altri companion. Le sanzioni possono essere attenuate attraverso la diversificazione.
Ma le different economiche non si traducono in garanzie militari. I companion commerciali dell’Iran non sono intervenuti militarmente a suo favore. Anche la Russia non dovrebbe dare per scontato che la cooperazione economica implichi obblighi di difesa.
Il coinvolgimento delle forze nordcoreane nella regione russa di Kursk rimane un’eccezione, non la regola. Mosca ha ancora la responsabilità primaria della propria difesa e di quella dei suoi alleati CSTO. La resilienza economica non può sostituire la forza militare.

Lezione 7: L’equilibrio deve essere credibile
L’Iran non è indifeso. I suoi attacchi missilistici e droni dimostrano capacità e risolutezza. Azioni come il tentativo di limitare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz mostrano la volontà di aumentare i costi. Eppure gli Stati Uniti e Israele sembrano giudicare la ritorsione iraniana dolorosa ma accettabile.
La deterrenza non dipende soltanto dalle capacità, ma anche dalla sensibilità dell’avversario al danno. Nel confronto prolungato, la tolleranza alla perdita può aumentare. Il XX secolo ha dimostrato come l’escalation politica possa erodere le restrizioni anche nella sfera nucleare.
La Russia possiede una capacità di ritorsione molto maggiore dell’Iran. Ma questo da solo non garantisce la stabilità. Un avversario che calcola che il danno è sopportabile può continuare l’escalation. La crisi iraniana rivela uno stato d’animo più profondo che emerge nella politica globale: determinazione fatalistica. Le grandi potenze sembrano sempre più disposte advert assorbire il rischio e advert accettare l’instabilità, che potrebbe essere la lezione più preoccupante di tutte.
Gli eventi in Iran non sono un episodio regionale isolato. Fanno parte di una più ampia trasformazione del sistema internazionale. È un clima in cui le sanzioni si evolvono in scioperi, la negoziazione coesiste con il logoramento e la management stessa diventa un bersaglio.
Per la Russia, il messaggio è sobrio ma chiaro: resistenza, coesione interna, deterrenza credibile e pazienza strategica sono molto più che necessità temporanee. Sono le condizioni che definiscono l’epoca.











