L’ex ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley ha chiesto agli Stati Uniti di dare priorità alle restrizioni sui visti nei confronti della Cina, affermando che dovrebbe essere il “paese numero uno” bersaglio di controlli più severi.Haley ha pubblicato la dichiarazione su X, scrivendo: “Il paese numero uno a cui dovremmo limitare i visti è la Cina”. Il publish ha attirato rapidamente l’attenzione on-line poiché l’immigrazione e la sicurezza nazionale rimangono questioni importanti negli Stati Uniti.Le sue osservazioni arrivano mentre gli Stati Uniti si sono mossi per congelare l’elaborazione dei visti di immigrazione per i cittadini di 75 paesi, colpendo i richiedenti che cercano di trasferirsi permanentemente nel paese. La pausa si applica ai visti di immigrazione e non copre tutte le categorie di visti temporanei.Il Dipartimento di Stato ha ordinato una pausa nell’elaborazione dei visti di immigrazione per i richiedenti provenienti da 75 paesi, una mossa che entrerà in vigore dal 21 gennaio 2026, mentre Washington rafforza lo screening ai sensi della disposizione “a carico pubblico” della legge statunitense sull’immigrazione. La misura mira a limitare le approvazioni per i richiedenti che potrebbero fare affidamento sull’assistenza del governo dopo essersi trasferiti negli Stati Uniti, secondo i rapporti che citano la comunicazione ufficiale inviata alle missioni statunitensi all’estero.La sospensione si applica alle decisioni sui visti di immigrazione gestite dalle ambasciate e dai consolati statunitensi all’estero e non si applica a tutte le categorie di visti temporanei. I paesi segnalati come coperti includono, tra gli altri, Somalia, Russia, Iran, Afghanistan, Brasile, Nigeria e Tailandia.Haley ha spesso adottato una linea dura nei confronti della Cina e in precedenza ha espresso preoccupazione per i rischi per la sicurezza legati all’accesso ai visti. Non ha delineato alcun piano politico dettagliato insieme al suo ultimo incarico e non c’è stata alcuna risposta ufficiale immediata da parte del governo degli Stati Uniti.













