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Dal Villaggio Olimpico ai campi della Little League, lo sport tiene ancora unita l’America

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Le divisioni si stanno intensificando in tutta la nazione, con un recente sondaggio che ha rilevato che oltre la metà degli americani teme che gli Stati Uniti siano sulla by way of della guerra civile e due terzi credono che la democrazia americana sia seriamente minacciata. Più che mai, sia i politici che gli americani comuni hanno bisogno di ricordare che siamo ancora un Paese e che la concorrenza senza guardrail diventa rapidamente qualcosa di completamente diverso.

Pur non cancellando complicate realtà geopolitiche, le prossime Olimpiadi invernali dal 6 al 22 febbraio a Milano, in Italia, possono ricordare il potere dell’unità. Lo sport può offrire un contrappeso alle divisioni in patria e all’estero. Piuttosto che una distrazione dalla politica, possono essere un esempio di come farlo meglio. Sulla scena mondiale e nelle nostre stesse comunità, la partecipazione sportiva ci mostra il valore della ricerca di un terreno comune.

Mentre guardiamo i più grandi atleti del mondo riunirsi a Milano, dovremmo portare lo spirito olimpico oltre i nostri schermi televisivi e nei campi della Little League, nelle palestre scolastiche, nelle leghe comunitarie e persino nei nostri spazi civici più controversi. I nostri legislatori dovrebbero portare questo spirito nelle sale del Congresso e nelle capitali dei loro stati. Dovremmo applicare le sue lezioni di rivalità senza odio e di orgoglio nazionale senza risentimento al modo in cui viviamo fianco a fianco a casa.

Le Olimpiadi iniziarono nell’antica Grecia oltre 2.000 anni fa come un’opportunità per i cittadini delle città-stato greche di riunirsi, mostrare la loro abilità atletica e scambiare conflitti violenti – onnipresenti all’epoca – con lo sport basato su regole. I governanti istituirono la “tregua olimpica”, garantendo una partecipazione sicura per tutta la durata dei giochi.

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La gente scatta foto davanti agli anelli delle Olimpiadi invernali e delle Paralimpiadi di Milano Cortina, a Cortina D’Ampezzo, 20 novembre 2025. (Foto AP/Andrea Medichini, file)

I primi Giochi Olimpici moderni si svolsero nel 1896 advert Atene, in Grecia, rispecchiando lo spirito di unità, scambio culturale ed eccellenza esemplificato dal loro storico predecessore. A partire dagli anni ’90, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha addirittura ripreso la tradizione della tregua olimpica, adottando una risoluzione prima di ogni Giochi estivi e invernali che invita i paesi membri a sospendere le ostilità durante il periodo olimpico.

I Giochi, ovviamente, non negano il conflitto, ma mostrano come esso possa essere risolto. E rivelano come lo sport possa essere un linguaggio diplomatico quando la politica fallisce.

Un esempio recente viene dalle Olimpiadi invernali del 2018, quando gli atleti nordcoreani e sudcoreani hanno gareggiato insieme nella stessa squadra femminile di hockey su ghiaccio e hanno marciato sotto la stessa bandiera della penisola coreana durante le cerimonie di apertura, in mezzo alle proceed tensioni politiche tra le due nazioni.

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Lo sport serve a fini diplomatici riunendo i paesi e facilitando le conversazioni. Tali incontri non risolvono direttamente le controversie, ma riducono la percezione della minaccia tra rivali e riaprono i canali di comunicazione. Ci mostrano come si possa trovare un terreno comune anche con persone molto various da noi.

I nordcoreani e i sudcoreani hanno grandi differenze culturali, ma condividono anche la storia, la lingua e il desiderio di dignità per il loro popolo. Il lavoro di squadra sul ghiaccio ha messo brevemente a fuoco questi interessi condivisi.

Allo stesso modo gli spettatori possono trovare punti in comune con i loro connazionali guardando atleti di diversa estrazione competere insieme. È naturale sentirsi patriottici guardando i grandi atleti del proprio paese camminare insieme, competere e alzare la bandiera nazionale in segno di vittoria. Gli eventi sportivi globali mostrano come un orgoglio nazionale condiviso possa prosperare e superare pregiudizi e divisioni.

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Competere ferocemente rispettando le regole è coerente con i valori costituzionali americani. I principi che possiamo apprendere nello sport – disciplina, rispetto per i nostri avversari, truthful play, moderazione nella vittoria e nella sconfitta – si ripercuotono su altri aspetti della nostra vita. Queste stesse abitudini rendono le elezioni combattute ma rispettabili, con le partite più difficili che finiscono con una stretta di mano.

Mentre un evento sportivo della scala globale delle Olimpiadi o della Coppa del Mondo si svolge solo ogni pochi anni, ciò che accade tra le nazioni durante i Giochi riflette ciò che già accade – in silenzio – nelle comunità americane ogni effective settimana. Nei campi di baseball e softball della Little League, nelle partite di soccer delle scuole superiori del venerdì sera, nelle leghe religiose e nei centri ricreativi, i nostri figli imparano come competere senza odiare gli avversari, come seguire le regole anche quando le emozioni sono forti e come, lavorando in squadra, possiamo ottenere più che da soli.

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I Giochi, ovviamente, non negano il conflitto, ma mostrano come esso possa essere risolto. E rivelano come lo sport possa essere un linguaggio diplomatico quando la politica fallisce.

Proprio come il villaggio olimpico è un microcosmo del globo, una squadra di basket femminile sotto i 12 anni è un microcosmo di una comunità locale. Provenzioni various, convinzioni various, storie familiari various, tutte legate dall’amore per lo sport e dalla condivisione di regole e obiettivi.

Lo sport crea abitudini civiche di cui c’è tanto bisogno nel nostro mondo affamato di civiltà: moderazione, rispetto, disciplina e cooperazione centrata sulla squadra. Sia nelle nostre piccole città che sulla scena mondiale, i rituali atletici condivisi sostengono la nostra nazione e ci ricordano che tutti gli americani giocano per la stessa squadra, sotto la stessa bandiera.

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In tempi di grande divisione, i nostri chief hanno bisogno che ci venga ricordato che un’altra strada è possibile. La polarizzazione non è inevitabile. La civiltà può svanire, ma può anche fiorire.

È importante proteggere le istituzioni globali che ci permettono di competere senza ostilità e partecipare a quelle locali che fanno la stessa cosa. La prossima volta che guardi un evento sportivo globale o partecipi a uno locale, ricorda che lo spirito in mostra non è riservato ai più grandi atleti del mondo. È un modello di come le persone libere, a ogni livello della società, possano vivere, competere e riconoscersi l’un l’altro come concittadini.

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