“The Final Sky”, una mostra fotografica inaugurata sabato presso la Superb Arts Faculty Gallery di Palayam, funge da promemoria viscerale e inquietante del genocidio umanitario in corso a Gaza | Credito fotografico: Sabari
“The Final Sky”, una mostra fotografica inaugurata sabato presso la Superb Arts Faculty Gallery di Palayam, funge da ricordo viscerale e inquietante del genocidio di Gaza. La mostra, che presenta 60 fotografie scattate con il cellulare da Santhosh Kumar SS durante i suoi 220 giorni di mandato presso la squadra medica di emergenza delle Nazioni Unite, offre un raro resoconto di prima mano dalla prima linea di uno dei conflitti più devastanti del 21° secolo.
La mostra è stata inaugurata dal presidente del panchayat del distretto di Thiruvananthapuram, V. Priyadarshini. Dopo la cerimonia del taglio del nastro, la signora Priyadarshini ha sottolineato l’impatto sproporzionato della guerra su donne e bambini. Ha osservato che le immagini erano “profondamente inquietanti” e difficili da vedere per lunghi periodi, poiché mettevano a nudo il “potere della fame” e il totale crollo della dignità umana. Ha anche espresso preoccupazione per la tendenza globale a mettere a tacere o “bandire” artisti e intellettuali che tentano di rappresentare la causa palestinese, auspicando che gli orrori catturati in ‘The Final Sky’ non si ripetano mai.
Il dottor Santhosh Kumar, professore di medicina d’urgenza che ha prestato servizio in quasi 50 zone di conflitto e regioni colpite da disastri, ha fornito una prospettiva che fa riflettere sui limiti degli aiuti umanitari. Ha osservato che nella guerra moderna, solo il 30% circa delle persone colpite può essere salvato. Per lui l’atto fotografico non period meramente artistico ma un obbligo professionale. Ha sottolineato che per i medici che lavorano in tali zone, le fotografie servono come prova forense essenziale e come prova di crimini di guerra da presentare ai tribunali internazionali.
Riflettendo sulle dimensioni geopolitiche della crisi, il dottor Santosh ha affermato che il genocidio in corso ha messo in luce la crudeltà di un mondo in cui nazioni potenti operano impunemente, indipendentemente dal diritto internazionale. Ha inoltre offerto una critica provocatoria alla complicità globale, suggerendo che fornendo aiuti alle forze di occupazione, molti sono indirettamente parte della devastazione.
La mostra arriva nella capitale dopo essere stata allestita con successo a Kozhikode, Kannur e alla Biennale di Kochi-Muziris. Il dottor Santhosh ha espresso il desiderio che l’intero Kerala sia testimone di questi fotogrammi, affermando che ognuno di noi dovrebbe riconoscere la gravità della situazione e il fatto che uno di loro ne sia stato testimone.
La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 presso la Superb Arts Faculty Gallery fino al 31 gennaio. L’ingresso è gratuito.
Pubblicato – 25 gennaio 2026 23:50 IST












