L’auto di Maria Orlando

Auto incendiata all’ex consigliera: “Ricevo minacce da mesi, voglio protezione”

Torre del Greco, la solidarietà del sindaco Giovanni Palomba

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Maria Orlando

“Sono otto mesi che non dormo più. Otto mesi di minacce, ingiurie, offese e adesso anche l’incendio della macchina”. 

Passato lo choc della prima ora, Maria Orlando, ex consigliera comunale di Torre del Greco e presidente dell’associazione La Libellula, è tornata battagliera. Con voce ferma e senza paura ricostruisce gli episodi inquietanti – puntualmente denunciati alle forze dell’ordine – che le sono capitati da settembre del 2020. Un vero assillo diventato terrore la sera di mercoledì 5 maggio quando, intorno alle 23, un incendio doloso ha quasi distrutto la Lancia Musa che aveva parcheggiato in viale Cristoforo Colombo, nei pressi della sua abitazione. Solo l’intervento immediato di qualcuno che ha dato l’allarme chiamando pompieri e carabinieri, ha impedito al fuoco di propagarsi fino alle bombole di Gpl che alimentavano la macchina.

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L’auto incendiata 

Signora Orlando, che cosa sta succedendo?

“Da un po’ di tempo c’è qualcuno che mi perseguita. Non so chi è, non so perché lo fa, ma ho qualche sospetto”.

Insomma, l’incendio dell’auto è stato solo l’ultimo di tanti episodi inquietanti?

“Infatti. Da mesi sto ricevendo telefonate e messaggi che non lasciano tranquilla me e la mia famiglia. È tutto così assurdo”.

Queste minacce sono iniziate quando lei era consigliera comunale e si occupava di Protezione Civile?  

“Sì, è iniziato tutto in quel periodo”.

Ma poi è anche stata volontaria alla centrale operativa comunale per l’emergenza Coronavirus e, in generale, si è sempre occupata di disabili e disabilità. Crede di aver pestato i piedi a qualcuno? 

“Immagino di sì, ma sono solo supposizioni”.

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L’auto incendiata

Esclude un movente diverso da quello della politica?

“Tutto è possibile”.  

Ha chiesto subito aiuto alle forze dell’ordine?

“Senza perdere un minuto di più, mi sono rivolta ad un avvocato e ho denunciato tutto ai carabinieri. Ho raccontato dubbi e certezze. Non ho tralasciato un solo particolare. Adesso prove e documenti sono nelle mani della magistratura”.

Il sindaco, Giovanni Palomba, in una nota stampa le ha espresso solidarietà e vicinanza. L’ha sentito?”.

“Mi ha chiamata appena ha saputo e per questo lo ringrazio”.

E adesso che cosa si aspetta?

“Protezione per me e soprattutto per la mia famiglia: non mi perdonerei se accadesse loro qualcosa di spiacevole o irreparabile. Ho fiducia nella giustizia ma ho anche paura. Questa storia è andata oltre l’immaginabile è venuto il momento di agire”. 

Mariella Romano

Giornalista freelance, ho imparato il mestiere di cronista consumando le suola delle scarpe. Non canto storie, scrivo ciò che vedo e racconto l’umanità che incontro. Non sopporto i numeri. Non so fare equazioni e conti e, in un mondo di variabili, alla ragione preferisco il cuore. Mi piace, assai, la terra in cui vivo.

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