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L’adozione e i price range degli agenti IA aumenteranno in modo significativo nel 2026, nonostante le sfide

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Iana Kunitsa/Momento/Getty Pictures

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I principali punti salienti di ZDNET

  • La maggior parte dei chief IT (82%) ritiene che l’integrazione dei dati sia una grande sfida per l’intelligenza artificiale.
  • I pionieri dell’intelligenza artificiale utilizzano il 10% in più di applicazioni software program.
  • Quest’anno i chief IT spenderanno il 19% dei loro price range IT sugli agenti AI.

Le organizzazioni stanno rapidamente adottando sistemi autonomi. L’azienda media ora gestisce 957 applicazioni – che salgono a 1.057 per quelle più avanti nel percorso verso l’intelligenza artificiale – con solo il 27% di queste applicazioni attualmente connesse, creando una sfida significativa per i chief IT che mirano a raggiungere i loro obiettivi di implementazione dell’IA a breve termine.

Questo è uno dei punti chiave del Rapporto benchmark sulla connettività 2026 da SalesforceMuleSoft e Deloitte digitale. L’undicesimo rapporto annuale si basa sui dati di sondaggi e interviste con 1.050 chief IT a livello globale.

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Nonostante la tendenza diffusa alla trasformazione degli agenti, le organizzazioni devono affrontare ostacoli sostanziali. Le sfide principali derivano da ambienti IT complessi e strettamente collegati e dal debito tecnico legacy accumulato, che richiede un’immediata razionalizzazione dei processi.

Una conseguenza significativa è che il 71% degli intervistati ha riferito che i propri sistemi sono eccessivamente interdipendenti. Questo accoppiamento ostacola in modo critico l’adozione dell’intelligenza artificiale, con l’integrazione dei dati citata come uno dei principali ostacoli dall’82% degli intervistati.

Le aziende che hanno abbracciato pienamente la trasformazione degli agenti stanno utilizzando un numero significativamente maggiore di applicazioni rispetto a quelle ancora in fase di pianificazione. In media, le aziende con adozione full agent hanno segnalato 1.057 domande, una differenza significativa rispetto alle 669 applicazioni utilizzate da quelle in fase di pianificazione.

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Tuttavia, nonostante questo elevato quantity di applicazioni, la connettività rimane bassa su tutta la linea. La media complessiva per le applicazioni connesse è stata solo del 27%. La buona notizia è che le aziende che hanno realizzato la trasformazione degli agenti hanno dimostrato una migliore integrazione, con quasi un terzo (32%) delle loro applicazioni connesse.

Molte organizzazioni hanno dati intrappolati nel loro ecosistema applicativo. I dati intrappolati si traducono in una creazione di valore intrappolato per dipendenti, clienti e accomplice commerciali. I chief aziendali devono riconoscere che i progetti di intelligenza artificiale sono progetti di dati. La più grande minaccia per le organizzazioni che ottimizzano il proprio impatto utilizzando l’intelligenza artificiale saranno i silos: silos di dati, contesto, conoscenza e saggezza.

Gli agenti sono ovunque

Il rapporto ha rivelato che il 50% degli agenti IA opera in silos anziché come parte di un sistema multi-agente. Detto questo, solo il 2% dei chief IT ha affermato di non avere intenzione di adottare protocolli agente AI, mentre il protocollo agent-to-agent (A2A) e MCP (Mannequin Contesto Protocol) sono stati utilizzati rispettivamente dal 40% e dal 39% degli intervistati. Per fortuna, l’integrazione è un’space chiave: l’86% dei chief IT afferma che, senza un’adeguata integrazione, gli agenti AI possono introdurre più complessità che valore.

Le organizzazioni stanno rapidamente accelerando l’adozione degli agenti IA, con l’attuale utilizzo medio pari a 12 agenti per organizzazione. Si prevede che questo tasso aumenterà del 67% nei prossimi due anni, raggiungendo una media di 20 agenti IA.

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Gli agenti IA hanno raggiunto un’adozione quasi universale all’interno delle organizzazioni, con l’89% dei staff e delle funzioni che ne segnalano l’utilizzo. Questa implementazione diffusa ha portato a un aumento significativo dello stanziamento del price range IT. I chief digitali prevedono di dedicare in media il 19% dei loro price range IT nel prossimo anno a iniziative incentrate sugli agenti AI e sulla trasformazione degli agenti.

Le aziende implementano gli agenti AI in tre modi principali: utilizzando agenti SaaS (Software program-as-a-Service) precostruiti (30%), integrando agenti incorporati in piattaforme aziendali esistenti (36%) o sviluppando agenti personalizzati internamente (34%). L’implementazione efficace degli agenti IA dipende dalla perfetta integrazione dei dati, una convinzione condivisa da quasi tutti i chief IT (96%).

Senza un’adeguata integrazione, un’ampia maggioranza (86%) dei chief IT ha affermato di temere che gli agenti IA possano aumentare la complessità invece di fornire valore, sottolineando la connessione vitale tra i dati e l’adozione efficace degli agenti IA.

Ostacoli al successo degli agenti

Il rapporto suggerisce che la trasformazione dell’intelligenza artificiale è difficile. Quasi tutti (97%) i chief IT hanno riferito di aver dovuto affrontare sfide con i loro progetti di trasformazione degli agenti. L’accesso a dati attendibili è un ostacolo fondamentale. I staff IT ora dedicano in media il 36% del loro tempo a progettare, realizzare e testare nuove integrazioni personalizzate tra sistemi e dati. Il lavoro personalizzato non aiuterà a scalare l’adozione dell’intelligenza artificiale.

Le principali sfide alla trasformazione degli agenti includevano:

  • Gestione del rischio, conformità, sicurezza e implicazioni legali – 42%
  • Mancanza di competenze interne nell’intelligenza artificiale e/o nella progettazione di agenti AI: 41%
  • Incompatibilità di infrastrutture o sistemi legacy: 37%
  • Integrazione di app e dati isolati: 35%
  • Allineamento enterprise e IT: 32%

L’ostacolo più significativo al successo dell’implementazione dell’AI o degli agenti AI è la qualità dei dati, citata come la principale preoccupazione dal 25% delle organizzazioni. Inoltre, quasi tutte le organizzazioni (96%) faticano a utilizzare i dati provenienti da tutta l’azienda per iniziative di intelligenza artificiale. Altre sfide chiave includevano i rischi per la sicurezza informatica e le difficoltà presentate da un’architettura o un’infrastruttura IT obsoleta. La maggior parte dei chief IT (94%) ha notato che gli agenti AI richiederanno un’architettura IT maggiormente basata sulle API.

Creazione di valore alla velocità del bisogno

Gli agenti IA stanno offrendo un valore significativo, con il 94% degli intervistati che confermano di aumentare notevolmente la velocità e l’efficienza dei staff di sviluppo.

Questo aumento di efficienza consente alla stessa percentuale (94%) dei staff IT di concentrarsi su attività di maggior valore. Inoltre, gli strumenti di intelligenza artificiale stanno cambiando le preferenze degli sviluppatori: un’ampia maggioranza (90%) preferisce strumenti di codifica assistiti dall’intelligenza artificiale (come il “vibe coding”) rispetto ai metodi tradizionali per la creazione di integrazioni e API. Nonostante questa forte preferenza, le organizzazioni devono ancora affrontare ostacoli considerevoli, poiché il 72% degli intervistati ha segnalato difficoltà nel tentativo di sfruttare l’intelligenza artificiale per le integrazioni di sistema.

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I chief IT hanno affermato di aspettarsi che gli agenti AI forniscano numerosi vantaggi importanti, tra cui:

  • Aumentare la produttività dei dipendenti automatizzando le attività.
  • Accelerazione dei flussi di lavoro e dell’esecuzione delle attività di routine.
  • Semplificare sistemi e processi complessi per migliorarne la gestione.

Inoltre, l’adozione di agenti IA offre vantaggi organizzativi che vanno oltre i staff tecnici. Quando gli utenti non tecnici utilizzano gli agenti AI, le organizzazioni riscontrano una maggiore efficienza operativa, una riduzione dei carichi di lavoro IT e una migliore soddisfazione ed esperienza del cliente.

I chief IT stanno dando priorità a un’esperienza integrata per l’utente finale, con l’83% che fornisce già un’esperienza connessa sulla maggior parte dei propri canali. Questa enfasi è in gran parte dovuta all’impatto previsto degli agenti IA, che quasi tutte le organizzazioni (96%) si aspettano per migliorare l’esperienza dei dipendenti.

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Le organizzazioni che hanno adottato completamente gli agenti IA hanno quasi cinque volte più probabilità di segnalare un miglioramento significativo nell’esperienza dei dipendenti (59%) rispetto a quelle ancora in fase di pianificazione (12%). Questa integrazione delle esperienze degli utenti finali sta già offrendo vantaggi misurabili, con oltre la metà dei chief IT che segnalano risultati come un maggiore coinvolgimento dei clienti e una migliore visibilità operativa.

Sebbene il 98% delle organizzazioni sia impegnato nell’implementazione di agenti IA e vi sia un forte consenso (95%) sul fatto che questi strumenti aumenteranno la velocità e l’efficienza del staff di sviluppo, il successo dell’implementazione rimane una preoccupazione significativa. Quasi due terzi (64%) degli intervistati hanno affermato di essere preoccupati per la capacità della propria organizzazione di raggiungere gli obiettivi di implementazione dell’agente AI.

La trasformazione agentica può comportare un viaggio iniziale, intermedio e continuo disordinato, ma per ora non c’è nice, poiché siamo solo all’inizio di questo cambiamento. In un’period di abbondante innovazione, i fattori critici di successo saranno la cultura, le persone, i processi e la tecnologia.

Per saperne di più sul Connectivity Benchmark Report 2026, puoi visitare Qui.



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