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Lo stack tecnologico di visualizzazione AI: dal 2D agli ologrammi

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Presentato da Avalon Holographics


Il ritmo dell’intelligenza artificiale continua a essere sconcertante. Dai semplici sistemi di riconoscimento dei modelli ai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), e ora che ci spostiamo nella realtà fisica dell’intelligenza artificiale, la potenza di questi sistemi continua a migliorare le nostre vite. Ma gli esseri umani devono essere sempre coinvolti.

Dobbiamo vedere i dati, interagire con essi e identificare le lacune tra simulazione e realtà; dobbiamo aiutare questi sistemi advert aiutarci. L’informatica spaziale è stata tradizionalmente nell’ambito della comprensione umana; ora condividiamo questo spazio con l’intelligenza artificiale. Comprendere i diversi modi in cui gli esseri umani dovrebbero interagire con i dati 3D aiuta a orientare il mezzo in cui possiamo ottenere il meglio dall’intelligenza artificiale.

1. Lo schermo 2D: il desktop di precisione

Lo schermo 2D è stato un affidabile cavallo di battaglia sin dall’inizio del calcolo spaziale e continua a essere l’interfaccia principale, con la maggior parte del lavoro professionale che viene ancora svolto qui. Per uno sviluppatore che forma un modello o un singolo utente che esegue la modellazione 3D, lo schermo 2D è ottimo per il singolo collaboratore. Tuttavia, l’utilizzo di uno schermo 2D impone una traduzione mentale “da 3D a 2D”, in cui l’utente deve tenere il modello in mente, ruotandolo, zoomando e interagendo con questo specifico angolo del mondo spaziale. Il carico cognitivo di questo modello mentale può far sì che il cervello faccia gli straordinari per capirlo.

2. VR: lo spazio di lavoro immersivo

La realtà virtuale offre il primo salto oltre il 2D. Immergendoti completamente nel mondo 3D, acquisisci una capacità accessibile ed efficace. Quando si addestra un sistema robotico, prendendo il posto del sistema autonomo, aiutando quel sistema mostrando il movimento umano e addestrando il sistema, la realtà virtuale è il posto dove stare. Ma sei intrinsecamente solo. Anche con gli avatar hai perso il contatto con la realtà; esiste solo il mondo digitale.

3. AR: l’esperto nel tuo orecchio

L’AR avrebbe dovuto essere una potenziale soluzione, ma in realtà l’AR segue una strada diversa. AR è l’angelo sulla tua spalla, o più specificamente, nelle tue orecchie e nei tuoi occhi, che ti fornisce una guida utile. Gira a sinistra qui, gira quel bullone. Qual è la storia di questo castello? AR è il re della guida didattica. È sempre lì per darti consigli utili. Ma è intrinsecamente solo per te; solo tu puoi vedere cosa c’è nel tuo visore AR.

4. Ologrammi: lo spazio collaborativo

Gli ologrammi, in particolare gli ologrammi del campo luminoso, sono l’apice dello stack di visualizzazione. Fanno quello che nient’altro può fare: ricreare l’oggetto digitale come se fosse reale, rendendolo visibile nel mondo reale affinché tutti possano vederlo. Gli ologrammi forniscono la visualizzazione 3D senza occhiali dei gemelli digitali affinché tutti possano vederli simultaneamente e sono visibili advert occhio nudo. Il valore dei sistemi olografici diventa avvincente laddove la comprensione spaziale condivisa cambia materialmente i risultati.

Il potere del contesto fisico condiviso

Il vero valore del show olografico nell’period dell’intelligenza artificiale fisica risiede nella capacità di risolvere il problema dell’ambiguità referenziale. In un ambiente olografico, i raggi luminosi vengono ricostruiti fisicamente. Più persone guardano la stessa ricostruzione da prospettive individuali; se indico un giunto di un robotic umanoide, un tumore canceroso, copertura contro occultamento, non c’è ambiguità su ciò che sto indicando. Tutti sanno ESATTAMENTE cosa sto indicando. Questa esperienza condivisa, dove posso vedere te, la tua reazione completa, e tu puoi vedere la mia, crea un livello di fiducia che nessun altro mezzo può eguagliare.

Inoltre, non ci sono attriti durante l’onboarding con un ologramma. Non è necessaria alcuna attrezzatura speciale: entra semplicemente nel campo luminoso e vedrai l’ologramma. Non c’è il disagio o l’isolamento che derivano dai dispositivi indossabili. Tutti possono vedere l’ologramma insieme, immediatamente.

Quando scegliere gli ologrammi

Ci sono molte situazioni in cui gli esseri umani devono agire con intelligenza spaziale. Da soli, i singoli mezzi come schermi e AR/VR sono ottime soluzioni e dovrebbero essere la prima scelta. Ma quando la posta in gioco è alta, quando la discussione, la collaborazione e la fiducia tra le persone sono fondamentali, nulla può avvicinarsi al valore che gli olografici portano sul tavolo.

I primi casi d’uso sono quelli in cui le conseguenze di una decisione sbagliata sono pericolose per la vita, tipicamente nelle applicazioni mediche e di difesa. Il carico cognitivo e gli effetti collaterali delle soluzioni individuali sono troppo da accettare in queste situazioni. Ma l’intelligenza artificiale fisica sta rapidamente invadendo queste aree advert alto rischio. I sistemi autonomi stanno guidando le nostre auto, gestendo le nostre fabbriche e si stanno spostando in aree advert alto impatto che già richiedono decisioni umane. Gli ologrammi consentono ai workforce di utilizzare il proprio ragionamento spaziale per identificare le lacune tra simulazione e realtà che potrebbero essere invisibili in altri mezzi.

Il futuro dello stack di visualizzazione

Guardando avanti, ci stiamo avvicinando alla wonderful dello schermo 2D. Man mano che la tecnologia del campo luminoso olografico matura, assisteremo a uno spostamento fondamentale e inevitabile verso l’olografia. Il monitor 2D finirà per essere relegato allo stesso standing della macchina da scrivere. AR e VR probabilmente si sistemeranno in ruoli di nicchia: AR per l’utilità del servizio sul campo e VR per l’immersione profonda e solitaria. I show olografici a campo luminoso diventeranno la nostra interfaccia principale con il mondo digitale, perché vedere il 3D in modo naturale è ciò per cui gli esseri umani si sono evoluti.

Wally Haas è presidente di Avalon Holographics.


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