Martedì (27 gennaio 2026) la Kerala Authorities Medical Faculty Lecturers’ Affiliation (KGMCTA) ha organizzato un dharna del Segretariato e ha iniziato un digiuno a tempo indeterminato per protestare contro la presunta negligenza mostrata nei confronti delle loro richieste a lungo pendenti relative agli arretrati di revisione salariale e alla rettifica delle anomalie nella revisione delle retribuzioni dei quadri di ingresso.
I medici del Authorities Medical Faculty Hospital (MCH) hanno boicottato simbolicamente i servizi ambulatoriali (OP), i servizi non di emergenza e i servizi didattici.
Da mercoledì (28 gennaio 2026) inizierà anche uno sciopero della fame a staffetta al Thiruvananthapuram MCH.
La KGMCTA aveva precedentemente rinviato la sua agitazione in seguito alle discussioni con il governo statale. Protesta dal 1° luglio dello scorso anno contro la decisione del governo di congelare gli arretrati per la revisione salariale dei medici, rilasciandoli invece per il resto del personale statale.
Ordine del governo
Dopo diversi cicli di trattative, l’ultima delle quali risale al 12 gennaio di quest’anno, un ordine governativo emesso successivamente si è rivelato deludente perché prevedeva solo un’indennità parziale per compensare il taglio salariale dei quadri di ingresso, senza effetto retroattivo o continuità nella prossima revisione salariale.
La KGMCTA ha inoltre affermato che il governo è rimasto completamente in silenzio sulla questione del pagamento degli arretrati nella revisione salariale. Il periodo di mora comprende il periodo in cui i medici hanno prestato servizio allo Stato durante la pandemia di Covid-19, spesso rischiando la propria vita.
Intensificando l’agitazione in corso, il KGMCTA guidato dai suoi chief statali, tra cui il presidente Rosnara Begum T. e il segretario generale Aravind CS, ha guidato una manifestazione davanti al Segretariato, mentre il Dr. Begum, il Dr. Gopakumar e il Dr. Bipin B. Pallath hanno iniziato lo sciopero della fame.
Il KGMCTA ha avvertito di ulteriori proteste se il governo non avesse dato seguito alle loro richieste.
Dal 2 febbraio i medici boicotteranno tutti i servizi didattici e di OP e dal 9 febbraio saranno sospesi tutti gli interventi chirurgici non urgenti, seguito dal boicottaggio totale degli esami universitari a partire dall’11 febbraio.
Per mitigare l’impatto sul pubblico, i servizi essenziali come il pronto soccorso, la terapia intensiva, la sala travaglio e l’assistenza ospedaliera sono stati esentati dallo sciopero.
Pubblicato – 27 gennaio 2026 16:53 IST












