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Sahana alapana di Adithya Narayanan trasportava molta anima

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Adithya Narayanan. | Credito fotografico: B. Velankanni Raj

Fondamentalmente, questa period un’esplorazione ponderata di raga e rasa. S. Adithya Narayanan enfatizzava rakti e bhava con moderazione, evitando ornamenti eccessivi. Sruthi Sarathy (violino) ha completato il suo approccio con precisione, mentre i percussionisti Kishore Ramesh (mridangam) e KR Sivaramakrishna (kanjira) hanno mantenuto un supporto attento ed equilibrato. Il quartetto ha dimostrato un forte allineamento artistico.

Il concerto pomeridiano è iniziato con il Behag varnam ‘Vanajaksha’, un dolce preludio che ha creato un’atmosfera piacevole. Poi è arrivato Ritigowla kriti “Raga ratna malika” di Tyagaraja. Il niraval di “Bhagavatho” è stato supportato dall’espressivo mridangam di Kishore. I kalpanaswara hanno portato avanti questa sinergia e anche il violino di Sruthi si è allineato bene.

Adithya Narayanan accompagnata da Sruthi Sarathy (violino); Kishore Ramesh (mridangam) e KR Sivaramakrishna (kanjira).

Adithya Narayanan accompagnata da Sruthi Sarathy (violino); Kishore Ramesh (mridangam) e KR Sivaramakrishna (kanjira). | Credito fotografico: B. Velankanni Raj

Il Sahana alapana delineava il contorno del raga con sicurezza, attraverso frasi sostenute. Le observe posizionate deliberatamente hanno portato il pubblico in uno stato d’animo riflessivo. Al violino, Sruthi ha sostenuto l’effetto con un suono chiaro e discreto, pur preservando la sua interpretazione.

Il “Senthil vellaiyya” di Papanasam Sivan, un vilamba kala kriti, mantenne questa modalità meditativa. La sua andatura period supportata da percussioni che utilizzavano lo spazio strategicamente quanto il suono.

Adithya Narayanan si esibisce al 69° Margazhi mahotsavam di Krishna Gana Sabha.

Adithya Narayanan si esibisce al 69° Margazhi mahotsavam di Krishna Gana Sabha. | Credito fotografico: VELANKANNI RAJ B

Il passaggio a ‘Marubalka’ (Sriranjani) è avvenuto dopo una breve conversazione sul palco. Il tanam in Kalyani ha introdotto un notevole cambiamento, provocando una risposta introspettiva che i rasikas hanno riconosciuto. Il ragaswarupam appariva sottilmente, con il nucleo emotivo del raga trasmesso più attraverso le pause che attraverso le frasi stesse. Seguì “Etavunara” di Tyagaraja. A “Sri karunaku tyaga”, il niraval ha acquisito la luminosità del briga senza compromettere il contorno.

Il tani avartanam period vivace al punto da sentirsi compresso. Sebbene i korvais fossero innegabilmente complessi, il segmento sembrava essere adiacente al concerto, aggiungendo poco allo slancio interpretativo esistente fino advert allora.

Il concerto si è concluso in maniera allegra con Khamas thillana di Patnam Subramania Iyer.

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