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Il ritmo regna sovrano nel nuovo lavoro di Rajeswari Sainath

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Ballerini e musicisti condividono il palco del Viswa Kala Pradarshana al Bharatiya Vidya Bhavan di Chennai. | Credito fotografico: R. Ravindran

Viswa Kala Pradarshana, presentata al Bharatiya Vidya Bhavan, Mylapore, period una produzione collaborativa indo-australiana che riuniva jazz australiano, musica carnatica e Bharatanatyam. Concettualizzata da Rajeswari Sainath e dal Vyshnavie Natya Centre, la serata è stata concepita come una riflessione sull’unità, l’uguaglianza e l’umanità condivisa, attingendo all’thought di Vasudeva Kutumbakam: il mondo come un’unica famiglia.

La disposizione scenica rispecchiava questo spirito. I musicisti erano posizionati sia sul lato destro che su quello sinistro del palco, formando un’ampia cornice musicale, mentre i ballerini occupavano il centro. Questa disposizione ha permesso alla musica e al movimento di interagire costantemente.

Il pezzo di apertura, Vasantha Pravaham, la storica composizione di Guru Karaikudi Mani creata nel 1985 per la Sruthi Laya Band, ha dato il tono alla serata. Ambientato a Bahudari e Ranjani e strutturato su più tala, il lavoro si è sviluppato con vitalità ritmica. La coreografia ha risposto con chiarezza, permettendo alle linee e al gioco di gambe di Bharatanatyam di fluire attraverso i mutevoli modelli laya.

Ananda, composta da Suresh Vaidyanathan in Charukesi, ha offerto un contrasto più morbido e introspettivo. Si è svolto attraverso movimenti misurati. Un sapore ritmico contemporaneo è emerso in Dance of New Grand Mother, un’altra composizione di Suresh Vaidyanathan, che utilizza konnakol interamente come base lirica in Sankarabharanam. Il lavoro ha trasformato il ritmo parlato in un movimento giocoso e radicato.

La presenza del jazz è diventata più pronunciata in Pentacle, composta da Adrian S. Le percussioni occidentali e il fraseggio jazz hanno introdotto un linguaggio ritmico diverso, che i ballerini hanno esplorato con facilità pur mantenendo la grammatica fondamentale di Bharatanatyam.

Alcuni dei pezzi hanno riportato in vita ricordi della leggenda del mridangam Guru Karaikudi Mani.

Alcuni dei pezzi hanno riportato in vita ricordi della leggenda del mridangam Guru Karaikudi Mani. | Credito fotografico: R Ravindran

Una forte affermazione ritmica è seguita in Thani, coreografata sui complessi modelli laya di Guru Karaikudi Mani, con Tiruvalaputtur Kaliyamurthy. Qui, robuste percussioni incontravano schemi coreografici, con movimenti modellati per riflettere tanto il groove quanto la struttura.

In tutta la produzione, il ritmo ha regnato sovrano, evidenziando come le composizioni laya possano aumentare l’impatto.

La serata si è conclusa con New Peace, una rara composizione sanscrita che afferma il principio di Sri Satya Sai “Manava Seva è Madhava Seva”, con il verso “Lokha hitham mama karaneeyam” che ne costituisce il nucleo emotivo.

Tra i ballerini della serata c’erano Rajeswari Sainath, Geetha Gavvala, Sangeetha Gavvala, Meenakshi Murali, Kirthi Shree, Gayathri Yennuni e Nishika Madireddy, mentre tra i musicisti c’erano BV Raghavendra Rao (violino elettrico), UP Raju (mandolino), Adrian Sherriff (shakuhachi e percussioni), Tony Hicks (sassofono, clarinetto e flauti), Suresh Vaidyanathan (ghatam e percussioni) e Nagai Narayanan (mridangam), insieme danno forma al concetto

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