Sabato sera in diretta è tornato dalla pausa invernale e ha dato il by way of al nuovo anno con quella che è diventata rapidamente una tradizione familiare ora che Donald Trump è di nuovo presidente: lasciare che James Austin Johnson si vesta da Trump e riff sulle azioni assurde – e spesso profondamente preoccupanti – emerse dalla Casa Bianca dall’ultima volta che lo spettacolo è andato in onda.
Come si suol dire, la realtà è più strana della finzione e, dopo una breve pausa, gli scrittori avevano chiaramente molta strada da percorrere. Questa volta Johnson non period solo. A lui si è unito un gabinetto pieno di “curiosità” e “piccoli mostri”, tra cui JD Vance (interpretato da Jeremy Culhane), Marco Rubio (Marcello Hernández), Kristi Noem (Ashley Padilla) e Pete Hegseth (Colin Jost).
Lo schizzo rimbalzava rapidamente da un argomento all’altro, infilzando tutto, dal (probabilmente illegale) rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro alla presenza dell’ICE in Minnesota. Ha anche trovato il tempo per indagare sulle voci secondo cui Vance indossava l’eyeliner e su battute sempre più taglienti sul deterioramento della salute mentale di Trump.












