L’Alto Commissario indiano in Canada Dinesh Patnaik è finito sotto i riflettori dopo aver lanciato un duro messaggio a Ottawa sul terrorismo e sulle attività estremiste. In una recente intervista, Patnaik ha accusato il Canada di aver ignorato per decenni i ripetuti avvertimenti dell’India e ha sostenuto che la mancata azione ha consentito agli elementi anti-indiani di operare apertamente. Le sue osservazioni arrivano in un momento in cui i legami tra India e Canada rimangono tesi, con Nuova Delhi che insiste sul fatto che il Canada deve prendere sul serio le preoccupazioni di sicurezza dell’India invece di trattarle come argomenti di discussione politica.
Chi è Dinesh Patnaik?
Dinesh Patnaik è l’Alto Commissario dell’India in Canada, il che lo rende il rappresentante diplomatico più anziano di Nuova Delhi a Ottawa. È responsabile della gestione delle relazioni dell’India con il governo canadese e del coordinamento delle questioni politiche, di sicurezza e consolari. In qualità di Alto Commissario, Patnaik svolge anche un ruolo chiave nel sollevare preoccupazioni relative alle minacce estremiste, garantendo la sicurezza dei diplomatici indiani e dialogando con la comunità di origine indiana in Canada. Il suo tono schietto si è distinto perché i diplomatici in servizio di solito scelgono un linguaggio attentamente calibrato, soprattutto durante le controversie delicate.
Perché sta adottando una linea dura
La posizione di Patnaik riflette la frustrazione di lunga knowledge dell’India per il fatto che il Canada non ha agito con decisione contro individui e gruppi che Nuova Delhi collega all’estremismo separatista e alle attività anti-indiane. L’India ha ripetutamente affermato che il Canada ha consentito a tali elementi di organizzarsi liberamente, promuovere propaganda radicale e in alcuni casi lanciare minacce, anche dopo avvertimenti diplomatici formali. Dal punto di vista dell’India, questa non è solo una differenza di opinioni ma una sfida alla sicurezza, in particolare quando i messaggi estremisti prendono di mira la sovranità indiana e alimentano le tensioni all’interno delle comunità della diaspora.Per sottolineare il suo punto, Patnaik ha fatto riferimento all’attentato del volo Air India 182 del 1985, che uccise 329 persone, la maggior parte delle quali canadesi di origine indiana. Dal punto di vista dell’India, il caso rimane un potente esempio di come il terrorismo legato all’estremismo anti-indiano non abbia ricevuto una ferma responsabilità, nonostante l’enormità della tragedia e il suo impatto sulle famiglie indiane e sulla diaspora in generale.I legami tra India e Canada si sono deteriorati bruscamente dopo che Ottawa ha affermato che agenti indiani erano coinvolti nell’uccisione del 2023 del separatista Khalistani Hardeep Singh Nijjar nella Columbia Britannica. L’India ha respinto apertamente l’affermazione e l’ha descritta come infondata, chiedendo ripetutamente show credibili. La disputa si è trasformata in una crisi diplomatica più ampia, con entrambe le parti che hanno adottato una linea pubblica più dura e la fiducia tra i due governi è scesa al minimo.Per l’India, la disputa di Nijjar è solo una parte di una preoccupazione molto più ampia. Nuova Delhi sostiene che il Canada è stato per anni troppo permissivo nei confronti delle attività legate ai Khalistani e che il problema non si limita alla parola ma embody anche intimidazioni e minacce alla sicurezza. Le osservazioni di Patnaik segnalano lo sforzo dell’India di riportare i riflettori sulla questione centrale: la riluttanza del Canada a reprimere le reti estremiste che prendono di mira l’India.Le osservazioni di Patnaik sono arrivate in un momento in cui ci sono i primi segnali di un limitato impegno tra le due parti, anche se le tensioni rimangono elevate. Allo stesso tempo, riflette la strategia più ampia di Nuova Delhi di assumere una posizione pubblica più ferma sulle questioni legate al terrorismo, in particolare quando coinvolgono attivismo politico transfrontaliero e rischi per la sicurezza.










