Divya Hoskere. | Credito fotografico: RAGHUNATHAN SR
“Vanavaasini”, presentato da Divya Hoskere, una studentessa di Praveen Kumar, al competition Dance for Dance di Kalavaahini, period un’esplorazione attentamente immaginata di Sita sia come donna che come presenza elementare, radicata nel Valmiki Ramayana, ma filtrata attraverso l’introspezione poetica.
La serata si è aperta con un’invocazione evocativa che ha dato il tono concettuale. Sita period immaginata come una scintilla di fulmine, con Rama come la nuvola oscura portatrice di pioggia, forze inseparabili la cui unione calma la terra bruciata. Lakshmana appare come una leggera brezza, completando una delicata triade naturale. La scelta di Divya di inquadrare i protagonisti dell’epopea attraverso metafore elementari ha immediatamente messo in primo piano l’thought centrale della produzione: Sita come Vanavaasini, una persona che appartiene tanto alla foresta quanto alla narrazione.
La formazione di Divya Hoskere period evidente nella precisione e nell’integrità ritmica del suo adavus, eseguito con un buon senso del tempismo. | Credito fotografico: RAGHUNATHAN SR
Uno dei momenti trasmessi in modo più efficace è stata la rappresentazione dello splendore di Sita che attira la foresta verso di lei.
L’episodio dell’arrivo di Rama, Sita e Lakshmana all’eremo di Atri e Asnasuya è stato gestito con moderazione e calore. Le austere tapas di Atri, l’abbraccio accogliente di Anasuya e la terra nutrita dalla loro disciplina spirituale sono stati rappresentati con chiarezza.
L’allenamento di Divya period evidente nella precisione e nell’integrità ritmica del suo adavus, eseguito con un buon senso del tempismo. Anche se il suo movimento conservava leggerezza e galleggiabilità, period costantemente ancorato a una consapevolezza corporea profondamente radicata, dando stabilità anche ai passaggi espansivi sul palco.
Il ritratto di Divya Hoskere dell’Abhisaarika Naayika è stato sicuro e aggraziato | Credito fotografico: RAGHUNATHAN SR
Il dialogo tra Sita e Anasuya ha costituito il nucleo emotivo dell’opera. Le riflessioni di Anasuya sulla compagnia e sulla realizzazione nel matrimonio furono rese senza sermoni, permettendo alla curiosità di Sita come novella sposa di emergere in modo organico. Il dono di fiori e ornamenti divennero simboli di saggezza duratura piuttosto che di scambio rituale. Il ricordo di Sita del suo swayamvara e il rivivere il momento in cui Rama le teneva la mano si dispiegarono come poesia. Divya è riuscita a catturare le emozioni di Sita con sensibilità, facendo affidamento su un abhinaya sfumato piuttosto che su gesti evidenti.
Alla nice, quando Sita esce dall’ashrama alla ricerca di Rama, la Natura torna in vita. Il ritratto di Divya dell’Abhisaarika Naayika period fiducioso e aggraziato. La traccia musicale utilizzata nella produzione ha aiutato i suoi sforzi.
Divya Hoskere ha catturato le emozioni di Sita con sensibilità, facendo affidamento su un abhinaya sfumato piuttosto che su gesti evidenti. | Credito fotografico: RAGHUNATHAN SR
Pubblicato – 7 gennaio 2026 17:21 IST







