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La più grande mappa 3D dell’universo rivela galassie nascoste per miliardi di anni

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PC: Università statale della Pennsylvania

Gli astronomi sembrano aver alzato un nuovo sipario sull’universo primordiale. Un’enorme mappa 3D ora mostra un “mare di luce” che fino a poco tempo fa period per lo più invisibile. Non sono solo le galassie advert illuminare il palcoscenico cosmico; è il debole bagliore dell’idrogeno tra di loro. Questa luce proviene da atomi di idrogeno eccitati da giovani stelle, creando quella che gli scienziati chiamano radiazione Lyman-alfa. Potrebbe sembrare tecnico, ma essenzialmente è un modo per vedere strutture che prima erano nascoste in bella vista. La mappa cattura come period organizzata la materia da 9 a 11 miliardi di anni fa, durante l’period di massima formazione stellare dell’universo.Il lavoro si basa sull’Pastime-Eberly Telescope Darkish Power Experiment, o HETDEX, presso l’Osservatorio McDonald in Texas. Invece di limitarsi a individuare le galassie, i ricercatori hanno seguito la debole luce dell’idrogeno, rivelando filamenti e ciuffi che si intrecciano nel cosmo.

Cosa mostra la più grande mappa dell’universo sulle galassie nascoste e sull’idrogeno

Per decenni gli astronomi si sono concentrati sulle galassie luminose, le città cosmiche della luce. Sono facili da vedere e catalogare. Ma gli spazi in mezzo? Per lo più vuoto sulle vecchie mappe. Gli esperti dicono che period fuorviante. “C’è un intero mare di luce nelle zone apparentemente vuote”, riferisce Maja Lujan Niemeyer, autrice principale dello studio. Il debole bagliore dell’idrogeno rivela gasoline e galassie più deboli che altrimenti sarebbero difficili da rilevare. Non si tratta di belle foto. Si tratta di capire come sono cresciute le galassie e come la materia si è raccolta sotto la gravità per formare le strutture su larga scala che vediamo oggi.Il metodo utilizzato è chiamato Line Depth Mapping. Invece di contare le galassie una per una, gli astronomi hanno misurato la luce combinata proveniente dalla lunghezza d’onda caratteristica dell’idrogeno su enormi regioni del cielo. Sembra semplice a parole, ma calcolare i numeri è stato un compito mostruoso. Oltre 600 milioni di spettri raccolti da HETDEX sono stati analizzati utilizzando supercomputer e software program personalizzato.Sembra che le galassie luminose abbiano contribuito a dare un senso al bagliore più debole che le circonda. Unendo i punti, gli scienziati potrebbero ricostruire una vista 3D della distribuzione dell’idrogeno. Una piccola porzione della mappa rappresenta 10 milioni di anni luce. L’immagine risultante somiglia meno a puntini sulla mappa di una città e più a una luminosa mappa termica del cosmo.

La struttura nascosta dell’universo attraverso mappatura dell’idrogeno

Questa mappa non è solo carina. Aiuta a spiegare come il gasoline fluisce nelle galassie, come si formano le stelle e come si assemblano le strutture cosmiche. Caryl Gronwall, coautore dello studio, afferma che si tratta di un primo passo verso l’utilizzo della mappatura dell’intensità per studiare in dettaglio l’evoluzione delle galassie. I filamenti luminosi di idrogeno sono come vene che collegano l’universo, dando contesto alle galassie che abbiamo studiato a lungo.Indica anche un cambiamento nel modo in cui esploriamo lo spazio. Le indagini future potrebbero utilizzare sempre più questo metodo per vedere il quadro completo, non solo gli oggetti più luminosi. Per chi ama lo spazio, è uno sguardo allo scheletro nascosto dell’universo, finalmente illuminato.

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